PALERMO – Centinaia di studenti universitari si sono raggruppati di fronte il Polididattico di viale delle Scienze, in pieno campus universitario, per partire in corteo al grido di “Stop ai tagli e alle tasse universitarie”. La giornata di mobilitazione è stata lanciata dalla piattaforma “Studenti Universitari contro i tagli e l’aumento delle tasse”, nata in risposta alle ultime delibere del Cda d’Ateneo, il quale ha stabilito che da quest’anno gli studenti vincitori di Borse di Studio ERSU non saranno esentati dal pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio, corrispondente a 446 euro. Inoltre, le recenti apparizioni di strisce blu all’interno della Cittadella Universitaria hanno dato conferma alla volontà di inserire il pedaggio per auto e moto.
Il corteo di “Studenti Universitari contro i tagli e l’aumento delle tasse”, che ha visto più di un centinaio di studenti partire stamattina dal Polididattico, ha fatto irruzione nella sede dell’ERSU all’interno di viale delle Scienze. “In un momento di difficoltà economica che prende buona parte della società,è impensabile che l’Università cancelli quelle poche agevolazioni rimaste per gli studenti” afferma Federico Guzzo, studente di Scienze Politiche “All’Università vediamo, anno dopo anno, aumenti continui delle tasse a fronte di continue diminuzione di servizi per gli studenti. Si pensi anche alla situazione di Scienze Politiche, che vede gli studenti non avere un luogo fisso dove seguire lezione a causa del crollo dello scorso agosto dell’ex Facoltà. Vogliamo opporci ad un’Università sempre più costosa e che nega l’accesso alla formazione universitaria; non intendiamo più accettare che i nostri soldi spariscano, a fronte dei gravi disagi che ci troviamo ad affrontare ogni giorno”
Gli studenti, dopo l’occupazione hanno continuato il corteo nella Cittadella Universitaria, riunendosi in assemblea nel parchetto di fronte Ingegneria.
“Queste delibere – si legge in una nota degli studenti – si mostrano conseguenti a politiche intraprese dall’attuale governo Renzi, che mostra continuità con i precedenti, che vedono nelle ultime spending review la piena volontà di sottrarre direttamente al mondo della formazione: i tagli previsti per l’Università e la Ricerca ammontano a 400 milioni. Questo porta ad un gioco-forza che vede agenzie private inserirsi sempre di più nella macchina organizzativa universitaria, arrivando a tasse sempre più in aumento; ma non si ha alcun riscontro di servizi ed agevolazioni per gli studenti, anzi sono in continua diminuzione: ne è un chiaro esempio la situazione in cui si trovano gli studenti di Scienze Politiche, privi di una facoltà ormai da un anno e mezzo e che vivono nella vita quotidiana disagi di ogni tipo, dalle lezioni disseminate per i vari edifici universitari alla totale mancanza di punti di riferimento per l’interazione con l’amministrazione d’ateneo.
“In una giornata come quella di oggi, che vedrà in tutta Italia scendere nelle strade precari, disoccupati, senza casa e studenti, riteniamo che anche gli studenti dell’Università di Palermo debbano ritagliarsi il loro protagonismo – afferma Gianmarco Codraro, di Studenti Universitari contro i tagli e l’aumento delle tasse -. La situazione in cui versa l’ateneo palermitano rappresenta una tendenza comunque presente a livello nazionale per quanto riguarda la formazione universitaria. I tagli attuati dal governo Renzi a sostentamento della riforma della scuola del Ministro Giannini si traducono in tasse in continuo aumento, nell’eliminazione di ogni agevolazione per gli studenti e nell’introduzione di micro-tasse che rappresentano un vero e proprio furto, come la tassa-parcheggio che il Rettore Lagalla tenta di introdurre da ormai 5 anni. Le azioni portate avanti quest’anno, dall’imbiancamento delle strisce blu alle irruzioni nelle aule per sensibilizzare gli studenti su queste tematiche, hanno smosso la volontà degli studenti di esprimere la loro totale contrarietà ad un’Università sempre più privatizzata e di tornare ad essere protagonisti reali nel loro cammino nella formazione universitaria. Il crollo della facoltà di Scienze Politiche ha creato una totale disorganizzazione e disagio per noi: lezioni sparse tra Polididattico, edificio privo di qualsiasi punto di riferimento per gli studenti, e le poche aule rimaste attive in facoltà, con orari conseguenti che ci portano automaticamente a fare delle scelte sulle lezioni da seguire; sovraffollamento delle aule che ha portato ad un rifiuto da parte degli studenti di assistere alla spiegazione di alcune lezioni, in una stanza adibita per 50 persone a fronte di più di 200 studenti. Scendiamo in piazza per chiedere soluzioni immediate riguardo questa situazione, determinati a non voler pagare le tasse fino alla risoluzione reale di questa problematica” dice Federico Guzzo, studente di Scienze Politiche”.
Aggiornamento 15:41 In relazione alla notizia diffusa questa mattina dall’agenzia giornalistica Agi e ripresa da alcuni organi di stampa dal titolo ‘Università: studenti occupano l’Ersu, meno tasse e più servizi’, l’Ufficio Stampa dell’Ersu precisa che la sede degli uffici oggi non ha subìto nessuna occupazione da parte degli studenti. Mentre risulta che, nella mattinata, alcuni studenti abbiano effettuato un sit in di alcuni minuti nell’ingresso della residenza universitaria Santi Romano.

