Gravina, blitz dei carabinieri |Armi nascoste in un mini bunker

Gravina, blitz dei carabinieri |Armi nascoste in un mini bunker

Il 21enne Giovanni Platania è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza, con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni.

Via carrubbella
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le armi sequestrate e il volto del 21enne arrestato

GRAVINA DI CATANIA – Ieri notte, i Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania, a conclusione di attività info-investigativa, hanno fatto scattare un vero e proprio blitz nella zona di Via Carrubbella dove, con l’ausilio delle unità cinofile, sono state effettuate numerose perquisizioni ed in una di queste, nella residenza di un pregiudicato catanese, sono state rinvenute e sequestrate numerose armi da fuoco, così elencate: 1 fucile automatico marca Franchi calibro 12 con monocanna mozzata e matricola parzialmente abrasa; 1 fucile automatico marca Benelli calibro 12; 1 pistola semiautomatica calibro 8 mm, marca BBM modello 315, priva di matricola e dotata di serbatoio; 1 pistola semiautomatica cal. 7,65 marca Astra mod. A-80 dotata di serbatoio, con matricola abrasa e la canna modificata per l’applicazione di silenziatore; 1 pistola semiautomatica cal. 22 marca beretta mod. 948, dotata di serbatoio; 1 pistola semiautomatica cal. 7,65, dotata di serbatoio; 1 pistola semiautomatica cal. 7,65 priva di marca e matricola, dotata di serbatoio; 1 pistola a tamburo marca beretta e circa 500 munizioni di vario calibro.

I militari hanno scoperto un mini-bunker, ricavato in una vano sottoscala, che come unico accesso si serviva di un finto mobile – stile appendiabiti – che, abilmente modificato, all’occorrenza, fungeva da porta d’ingresso al locale celato. Il proprietario, il 21enne Giovanni Platania, è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza, con l’accusa di detenzione illegale di armi – anche clandestine e modificate – e munizioni. Le armi saranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per verificarne l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi nonché stabilirne la provenienza attraverso il rispristino del contrassegno matricolare abraso.

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