PALERMO – Il gruppo Randazzo di Palermo ha resto noto alle sigle sindacali l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 40 dipendenti, 20 addetti alle vendite di staff e altri 20 alle attività di vendita. Tra i motivi della decisione, si legge in una nota inviata dalla Società alle sigle sindacali, “il perdurare della crisi che trova riscontro nella progressiva diminuzione delle vendite”. “Venendo meno, alla data del 30 giugno 2014, l’ammortizzatore sociale della solidarietà – prosegue la nota – l’azienda non ritiene di poter adottare misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione ed evitare, in tutto o in parte, la dichiarazione di mobilità”. Durissima la posizione della Filcams Cgil Palermo: “Chiederemo – dichiara Monja Caiolo, segretario generale Filcams Cgil Palermo – in sede di esame congiunto di gestire gli eventuali esuberi attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali. L’azienda, peraltro, sta utilizzando il contratto di solidarietà per una parte della pianta organica. Una soluzione, dunque, potrebbe essere estendere lo strumento a tutti i dipendenti: l’unica mobilità che possiamo valutare è un esodo incentivato che si traduca in una sorta di accompagnamento alla pensione”.
“Sulla vertenza Randazzo – dice Marianna Flauto della Uiltucs – siamo contrari a soluzioni estreme quale quella del licenziamento. Siamo al lavoro per trovare una soluzione per tutti lavoratori. Sarà nostra cura valutare i dati anagrafici e la situazione del personale, in modo tale che se dovessimo trovare un accordo non potrà che passare dalla possibilità di accedere volontariamente alla mobilità o dai criteri che prevedono l’accesso alla mobilità per quei lavoratori prossimi ad acquisire i requisiti pensionistici. È ovvio che chiederemo all’azienda di intervenire con un incentivo a copertura delle indennità. Se con questi due criteri, cioè mobilità volontaria e per i lavoratori prossimi alla pensione, non dovessimo risolvere il nodo degli esuberi, lavoreremo sulla proposta degli ammortizzatori sociali per garantire i lavoratori”.

