I debiti della discordia| Scontro tra Revisori e Ragioneria

I debiti della discordia| Scontro tra Revisori e Ragioneria

Il collegio scrive una nota di fuoco contro gli uffici. Ma Aiello assicura: "Questione chiarita".

Comune di Palermo
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PALERMO – “Motivazione misera”, “contenuto fuorviante“, “affermazioni gravi“, “assenza di una corretta onestà intellettuale“, “totale mancanza di riguardo della funzione del collegio dei Revisori“, “frettolosa apposizione di firme“. Non capita tutti i giorni di leggere certe espressioni, specie se si considera che sono contenute in una nota inviata dai Revisori dei conti del comune di Palermo all’ufficio della Ragioneria generale di via Roma.

Una comunicazione interna alla burocrazia di Palazzo delle Aquile ma non per questo meno dirompente, inviata lo scorso 30 gennaio al Ragioniere generale Carmela Agnello e per conoscenza al sindaco, al consiglio comunale, alla commissione Bilancio, al Capo di gabinetto, al Sociale e alle Infrastrutture. Da un lato il collegio, ossia il presidente Cosimo Aiello e i revisori Antonino Mineo e Salvatore Di Trapani, e dall’altro la Ragioneria generale: due uffici che hanno sede nello stesso palazzo di via Roma, che non dovrebbero avere difficoltà a comunicare ma che qualche giorno fa sono stati protagonisti di un acceso botta e risposta.

Motivo del contendere il mancato parere espresso dai Revisori su alcuni debiti fuori bilancio, inoltrati venerdì 30 dicembre: una giornata in cui il collegio non si è riunito, tanto che i debiti sono tornati indietro, come ha spiegato la Ragioneria in una nota di appena tre righe del 26 gennaio. I debiti infatti andavano approvati entro fine anno e quindi inseriti in extremis all’ordine del giorno di Sala delle Lapidi. Cosa non avvenuta ed è così partito il rimpallo delle responsabilità: la Ragioneria ha dato la colpa ai Revisori che non si sono riuniti il venerdì prima di Capodanno e questi, quattro giorni dopo, hanno inviato una replica durissima e furente.

“Il collegio – scrivono Aiello, Mineo e Di Trapani – ha esaminato proposte di riconoscimento di debito fuori bilancio durante l’intero 2016 rilasciando oltre 800 pareri e in particolare 165 proposte sono state esaminate solo nel mese di dicembre”. A seguire i Revisori accusano la Ragioneria di aver ignorato i tempi minimi per la presentazione dei debiti su cui esprimere parere, puntualizzando che “al 29 dicembre nessuna proposta di riconoscimento di debito è rimasta inevasa”. Insomma, se quei debiti non sono stati approvati – dicono i Revisori – la colpa non è nostra.

I Revisori, dopo aver sottolineato come non stia scritto da nessuna parte che debba essere la Ragioneria a regolare il proprio lavoro, si difendono dicendo di aver lavorato fino al 29 dicembre su altri importanti atti. “Appare del tutto errata – scrivono i Revisori – e ci si permette osservare misera la motivazione che attribuisce alla mancata convocazione del collegio il mancato riconoscimento dei debiti da parte del consiglio, che qui si confuta in toto non senza rilevare, in questa circostanza, l’assenza di una corretta onestà intellettuale che sempre dovrebbe caratterizzare i rapporti e le interlocuzioni tra diversi soggetti, specie quando ricoprono ruoli istituzionali”.

Il finale è, se possibile, ancora più duro: “Per la gravità dell’affermazione, che mostra una totale mancanza di riguardo della funzione del collegio e del lavoro svolto, forse frutto di una frettolosa apposizione di firme a note, sia pure sintetiche, costituite da appena tre righe, ma non prive di significativo contenuto, sarebbe auspicabile l’esitazione di una opportuna nota di rettifica a chiarimento, con invito a esimersi dall’inoltrare ulteriori note a diversi uffici, di tale fuorviante contenuto”.

Uno scontro senza precedenti che avrebbe irritato non poco gli uffici della Ragioneria, sorpresi dai toni inusuali della missiva ma che si trincerano dietro un serrato no comment. “Noi facciamo solo da tramite – dice un interno, a taccuini chiusi – forse tanta aggressività è sintomo di preoccupazione per le possibili conseguenze”.

“Tutti i nodi alla fine vengono al pettine, soprattutto nei conti del Comune – dice Filippo Occhipinti, capogruppo dei Comitati Civici – La nota dei Revisori testimonia la grande leggerezza con cui gli uffici affrontano la vicenda dei debiti fuori bilancio, un cancro che attanaglia da decenni il bilancio del Comune e che sottrae risorse e servizi ai palermitani. Un autentico spreco di denaro pubblico che non ha colore politico, una sorta d bilancio parallelo. La Corte dei Conti deve dare una risposta esemplare ai responsabili di questo scempio di danaro pubblico”.

Getta acqua sul fuoco il presidente Aiello, secondo cui l’incidente è ormai rientrato: “Il collegio ha incontrato la Ragioneria generale e sono stati chiariti i temi della questione in un clima disteso e sereno, con la solita collaborazione istituzionale e corretta”.

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