I film in uscita| nelle sale di Palermo

I film in uscita| nelle sale di Palermo

Le novità nelle sale cinematografiche e i trailer dei film in programmazione a Palermo.

Palermo – Un tributo reso a uno dei più grandi registi italiani. Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini un inseme di scene scritte e ricostruite a Cinecittà con materiali di repertorio, scelti dagli archivi delle Teche da un altro grande del cinema italiano, Ettore Scola.
In occasione del ventennale della morte di Fellini, Ettore Scola ci racconta il suo incontro con il creatore della Dolce Vita in una sorta di album di immagini e di memorie. Un ritratto che nelle intenzioni del suo autore vuole essere gioioso come lo era il regista riminese. Sul filo dei ricordi, Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini regala un’originalissima e personale lettura di Fellini. Un film che rifugge i toni nostalgici, per privilegiare il tono ironico e lieve di un “grande Pinocchio” che non è mai divenuto un “bambino perbene”. Chiude il film, una sapiente carrellata di sequenze tratte dalle opere che hanno reso celebre nel mondo il grande Federico.

Il ricorso filmati d’archivio, registrazioni sonore e interviste attuali è uno stile narrativo a cui fa ricorso un altro grande regista, stavolta inglese. Parliamo di Ken Loach e del suo ultimo lavoro The Spirit of ’45, una narrazione politica e sociale sugli anni successivi alla Seconda guerra mondiale. Soffermandosi sui cambiamenti affrontati dal suo paese, Loach mette in evidenza come i risultati del governo laburista del 1945 abbiano gettato le basi per la costruzione del futuro della Gran Bretagna. Il film parte da una tesi ben definita e procede ad illustrarla, accantonando ogni pretesa di neutralità. Del resto non ci si potrebbe aspettare da Loach, da sempre campione delle classi economicamente e socialmente più deboli, un distacco emotivo di fronte alle testimonianze degli anziani ex minatori, metalmeccanici, ferrovieri, portuali, postini e infermieri che fanno da narratori di questa storia di speranza e disillusione.
Il senso dell’operazione è quello di passare il testimone da quegli ottuagenari ai ventenni di oggi. Loach si preoccupa di trasferire un po’ dell’entusiasmo della ricostruzione post bellica a quella generazione che, pur non avendo vissuto un conflitto internazionale, si trova comunque ad affrontare una disoccupazione record e una disparità economica sempre più accentuata.

Si cambia completamente genere con L’arbitro, tratto da un corto vincitore del David, da cui il regista Paolo Zucca trae un lungo disomogeneo, ma sorprendente e originale. i. Il regista inventivo e ironico, è stato capace di creare momenti originali su un canovaccio molto abusato dal nostro cinema , comele piccole e amabili ridicolaggini della vita provinciale. Al contempo è stato in grado di disegnare personaggi lontani da ogni epica eppure vicini ad ogni cuore, semplicissimi e basilari nella scrittura ma fenomenali nella riuscita filmica.

Non poteva mancare la storia d’amore: Mood Indigo – La schiuma dei giorni, del regista Michel Gordry, con Romain Duris, AudreyTautou. Colin, ricco parigino annoiato, passa le sue giornate dedicandosi ai più strani passatempi con il suo amico Chick. Un giorno però, casualmente, incontra Chloe e si innamora di lei. La ragazza, durante la sua luna di miele, inizia a soffrire di una rara malattia dovuta a un fiore che cresce nei suoi polmoni. L’unico modo per salvarla sembra essere circondarla di fiori freschi. Una storia semplice, che sviluppa i suoi personaggi in un universo poetico e inaspettato dove amore, malattia e morte si esibiscono sulle note jazz e nel mood indaco di Duke Ellington. E tra l’azzurro e il viola si muove pure la trasposizione cinematografica di Michel Gondry, che col romanzo di Vian è cresciuto e ha nutrito la sua immaginazione.

Amore e malattia sono il comune denominatore di un altro film in uscita oggi: Una fragile Armonia, ambiziosa e fragile opera prima (di finzione) del documentarista Yaron Zilberman. Peter Mitchell è violoncellista e vedovo inconsolabile di un mezzosoprano, Daniel Lerner è primo violino con l’ossessione della perfezione, Robert Gelbart è secondo violino col complesso del numero due, Juliette Gelbart è violista e moglie insoddisfatta di Robert. Insieme compongono un celebre quartetto d’archi che da venticinque anni raccoglie applausi e consensi in tutto il mondo. Il Parkinson diagnosticato a Peter getta il gruppo nel panico e nello sconforto. Alla vigilia di una nuova stagione dovranno fare i conti con la malattia di Peter, l’Opera 131 di Beethoven e la vita che mette a dura prova i loro sentimenti e la loro relazione. Tra colpi di scena e colpi di archetto si ‘accorderanno’ perdendo la leggerezza ma ritrovando l’armonia.

E non poteva mancare la commedia americana: Come ti spaccio la famiglia del regista americano Rawson Marshall Thurber . David Burke (Sudeikis) è uno piccolo spacciatore di marijuana. Tra la sua clientela annovera cuochi e mamme borghesi ma niente ragazzini. Dopotutto, si considera un uomo con scrupoli. Malgrado tenti di passare sempre inosservato, impara nel peggiore dei modi che nessuna buona azione va impunita quando per aiutare dei teenager locali si trova ad essere aggredito da un gruppo di punkabbestie che gli ruba la ‘roba’ e il contante, lasciandolo in debito pesante con il suo fornitore, Brad (Ed Helms). Per poter rimettere ogni cosa a posto, e soprattutto salvare la pelle, David deve passare allo spaccio di droghe pesanti e si trova, così, a collaborare all’ultima operazione di Brad: un carico in arrivo dal Messico. Coinvolgendo loro malgrado i propri vicini: la cinica spogliarellista Rose (Jennifer Aniston), il suo smanioso ‘cliente’ Kenny (Will Poulter) e la tatuata e astuta teenager Casey (Emma Roberts), David organizza un piano perfetto: una moglie e due figli finti. A bordo di una lucida roulotte, i “Miller” si dirigono verso il confine meridionale degli USA.


Qui le sale dove andarli a vedere e i rispettivi trailer. 


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