“L’Mpa? Dimostri discontinuità | I miei alleati fuori dalla giunta”

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27 Agosto 2012, 14:43

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“Il Partito dei siciliani dimostri di volere la discontinuità col passato”. Questa la condizione essenziale per “non chiudere le porte” a una possibile alleanza tra Rosario Crocetta e gli ex esponenti dell’Mpa. Una condizione, però, alla quale non sembra credere molto lo stesso candidato di Pd e Udc: “Finora segnali in questo senso non ne ho visti”. Resta il fatto che, però, Crocetta consideri persino più assurdo il possibile riavvicinamento tra i lombardiani e il centrodestra: “Vi pare una cosa logica che l’Mpa finisca per allearsi con la Lega Nord, attraverso il patto col Pdl? Si dichiarano autonomisti, e poi si mettono nelle mani dei loro carnefici”.

Insomma, Crocetta non ci crede. Forse un po’ ci spera. Certamente questa apertura agli ex Mpa la vorrebbero alcuni alleati, come il segretario nazionale dell’Api Francesco Rutelli, che ha definito “poco saggia” la posizione più intransigente di Pd (non tutto, a dire il vero) e Udc nei confronti degli “eredi” di Lombardo.

“Comunque sia – precisa Crocetta – delle alleanze si occupano i partiti. Io mi sono stancato di interpretare il ruolo del fabbro, che deve cercare di fare combinare i pezzi di un’alleanza. Del resto, la mia candidatura ha una genesi precisa: è nata dal basso, dai cittadini. I partiti sono arrivati dopo. Decidano loro cosa fare. Io ho posto i miei paletti programmatici. E mi concentrerò sulle cose da fare”. Certo, una “condizione essenziale per l’alleanza con qualunque partito è quella della presentazione di liste composte da galantuomini. Persone che dimostrino una chiara discontinuità con tutti i governi del passato”.

A dire il vero, due dei possibili alleati hanno tutt’ora degli assessori nella giunta di Lombardo. Beppe Spampinato dell’Api, Alessandro Aricò e Daniele Tranchida per Fli (che ancora non ha espresso ufficialmente il suo appoggio a Crocetta). “Mi pare chiaro – precisa il candidato alla Presidenza – che gli assessori dei partiti che sosterranno la mia candidatura, nel momento in cui questo sostegno diventerà ufficiale, dovranno uscire dal governo. Mica possiamo parlare di discontinuità, e avere componenti nell’esecutivo…”.

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E tra gli alleati, come detto, presto potrebbe esserci Futuro e Libertà, che ha preso le distanze da Nello Musumeci. “Non c’è ancora alcun accordo con Fli – puntualizza Crocetta – ma posso ammettere di nutrire una grande stima per Gianfranco Fini. Ha dimostrato un grande coraggio, anche automassacrandosi, pur di mettere fine alla parentesi berlusconiana. Se oggi Berlusconi non governa più, il merito è anche suo”.

Intanto, proprio Fini, così come il collega di quello che fu il Terzo Polo, Francesco Rutelli (“tra i primi – gli dà atto Crocetta – a sostenere la mia candidatura”) parlano di possibili e imminenti novità. Già nelle prossime 48 ore. Non tutti i giochi, insomma, sarebbero fatti. E qualcuno sussurra che qualche sorpresa potrebbe arrivare persino da uno scontento Gianfranco Micciché. Ma Crocetta taglia corto: “Con Micciché il dialogo si è interrotto quando non ha voluto prendere pubblicamente le distanze da Dell’Utri. Ma del resto – aggiunge Crocetta – lui è come l’Uomo delle stelle (personaggio di un film interpretato da Sergio Castellitto, ndr): gira sempre il film dell’antipotere, ma alla fine recita sempre quello del potere”.

Non manca poi una battuta sulle polemiche sorte riguardo ai riferimenti dell’eurodeputato alle proprie preferenze e abitudini sessuali: “Sono stati i nemici del Nord a tirare fuori questo argomento. Sono convinti che i siciliani ancora si scandalizzino per queste cose. Invece ai siciliani della vita sessuale di Rosario Crocetta non gliene frega niente”.

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27 Agosto 2012, 14:43

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