I rifiuti in viaggio per mezza Sicilia |L’emergenza dell’era Crocetta

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15 Gennaio 2016, 13:24

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PALERMO – Ancora una proroga. Per rimanere fino alla fine di maggio in “regime speciale”. Ma con un’osservazione: con la nuova ordinanza del presidente della Regione sui rifiuti, la discarica di Bellolampo, la cui capienza era stata portata a 1.500 tonnellate al giorno con l’ultima ordinanza di Crocetta, torna al suo ritmo standard, mille al giorno. Non è una bazzecola: si tratta della quantità di rifiuti prodotti dai comuni di Palermo e Ustica, che a questo punto rimarranno i soli a portare l’immondizia nella discarica del capoluogo. Rimane così il fenomeno del “viaggio dei rifiuti”: verso Siculiana da quasi tutti i centri della Sicilia occidentale e verso Lentini o Motta Anastasia da quasi tutto il resto dell’Isola, con poche eccezioni.
Su Bellolampo, almeno sulla carta, ci si era quanto meno provato. Rosario Crocetta, infatti, sottolinea che il 5 gennaio “il dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha chiesto alla Rap la disponibilità al conferimento dei rifiuti provenienti dai comuni della Provincia”, ottenendo tre giorni dopo una risposta negativa “a causa dei lavori di copertura provvisoria che si stanno realizzando”. Insomma: il no, mette le mani avanti Crocetta, è arrivato da Rap.
Il problema del “viaggio dei rifiuti” era scoppiato alla fine dell’anno scorso. La gran parte dei Comuni del Palermitano, infatti, invia la propria immondizia a Siculiana, in provincia di Agrigento, o a Lentini, nel Siracusano, e pochi giorni prima di Natale il sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo aveva protestato ufficialmente con la Regione, sostenendo di avere ottenuto la disponibilità di Bellolampo a ricevere più immondizia. Una protesta che non riguarda solo Partinico: il “viaggio dei rifiuti”, secondo le stime dei Comuni della provincia di Palermo, costa complessivamente dieci milioni all’anno, “provocando – per usare le parole usate dallo stesso Crocetta a luglio, nell’ultima ordinanza – problematiche ambientali soprattutto dovute al traffico dei mezzi in questione”.
Per Bellolampo è l’unico riferimento nelle 34 pagine di ordinanza. Un “non-riferimento”, di fatto: “Non è possibile reiterare gli effetti” della decisione di luglio. Non è un caso: sulla discarica palermitana, in queste ore, si sta giocando uno scontro sotto traccia per il mancato avvio del nuovo impianto che “estrae” l’umido dai rifiuti indifferenziati. Il Comune di Palermo, che conta di far partire la struttura entro fine mese, vuole prorogare la deroga che scade oggi, ma secondo la Regione e l’ex Provincia non è possibile farlo.
Crocetta, intanto, conferma tutto il resto. Compreso l’obbligo per la discarica di Motta Sant’Anastasia di “mantenere la tritovagliatura pari a 1.040 tonnellate” al giorno e quello per la struttura di Siculiana di incrementare la quantità di rifiuti accolta “per una quantità massima di 1.300 tonnellate” al giorno. Nell’ordinanza anche un riferimento alle “Srr”, le società che dovrebbero sostituire gli ex-Ato rifiuti: ancora una volta viene dato mandato all’assessore regionale ai Rifiuti Vania Contrafatto di inviare commissari nelle Srr che non sono ancora in regola con le piante organiche e il piano d’azione, mentre le altre ricevono il via libera per partire. I vecchi commissari delle Srr ottengono una mini-proroga, fino a venerdì prossimo. Entro quella data “si provvederà alla nomina dei nuovi commissari straordinari con decreto assessoriale”. Straordinari, cioè d’emergenza. Un’emergenza permanente.

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