I ritardi nella sanità trapanese, la Fials difende il dg dell'Asp Croce

I ritardi nella sanità trapanese, la Fials difende il dg dell’Asp Croce

"Vicinanza e stima nei confronti del manager"
LA NOTA
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TRAPANI – “La questione, etichettata come ‘scandalo’ della sanità trapanese non può che farci intervenire su una questione di merito. L’attuale gestione in capo al dg Ferdinando Croce è stata assunta da appena un anno. Un lavoro estenuante e di messa a punto di una organizzazione sanitaria provinciale che mai prima d’ora è stata così capillare è attiva”. Lo dice segretario della Fials in provincia di Trapani, Stellino Diego

La Fials difende Croce

“Delibere attuate in ogni ambito e attenzione massima sulle esigenze dei territori – aggiunge -. I ritardi che si sono verificati relativi agli esami istologici, di cui non si può che essere rammaricati e mostrare piena solidarietà alle famiglie, evidenziano però una gestione poco attenta non riconducibile, né addebitabile pertanto, all’attuale manager dell’Azienda. Pregressi che non avrebbero dovuto verificarsi e che, però, vanno affrontati cronologicamente e con una piena responsabilità, senza decentrare colpe o, peggio, dimenticare che il passato è esistito e che oggi a quello si stanno dando risposte serie e concrete”.

“Tsunami mediatico sull’Asp”

Diego poi continua: “Certo, rammarica e stupisce lo tsunami mediatico scatenato sull’attuale Direzione che, prontamente, ha dato mandato di avviare già da giorni delle indagini interne per verificare mancanze e stessi ritardi.  Come non ricordare l’impegno mantenuto, con relativa delibera emessa, delle già stipulate convenzioni con l’anatomia patologica di altre province, al fine di refertare con velocità gli esami, garantendo ai pazienti risultati immediati”.

E infine: “Pertanto, a fronte del lavoro, ancor più dell’impegno assunto a fare chiarezza, non possiamo che mostrare la nostra vicinanza e stima all’attuale direttore generale, Croce. Il suo estenuante lavoro ha permesso di rilanciare una sanità provinciale che era in prognosi riservata”.

Al momento sono due i casi accertati di ritardi nei responsi di esami istologici. Il primo riguarda una donna di Mazara del Vallo, che ha dovuto attendere otto mesi, il secondo un uomo di Salemi, morto senza avere avuto il tempo di conoscere la tipologia del tumore che gli era stato asportato.

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