Cronaca

I ‘sopravvissuti’ di vicolo Bernava: dove sono i nostri affitti?

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31 Dicembre 2020, 06:10

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PALERMO – La storia della palazzina ‘sopravvissuta’ alle demolizioni di vicolo Bernava riserva ancora risvolti. Mesi fa avevamo raccolto la segnalazione di uno dei proprietari degli appartamenti dell’immobile all’angolo con via Giovanni Pacini: i lavori al Passante ferroviario li hanno resi inabitabili, disagio che la Rete ferroviaria italiana aveva deciso di ammortizzare corrispondendo una cifra mensile a ogni famiglia coinvolta (qui la vicenda della palazzina nel dettaglio). In sostanza degli affitti, che però oggi i proprietari denunciano essere fermi al palo fino a sei mensilità arretrate.

“Né la casa, né le quote mensili”

“Nel mio caso Rfi è indietro di quattro mesi, da settembre a dicembre – dice Paolo Furia –. Quindi non abbiamo a disposizione né la casa, né le quote mensili che ci spettano. Una situazione insostenibile, anche perché chi si doveva occupare dei mandati cade dalle nuvole, mentre l’incubo continua e anzi peggiora. Abbiamo passato un Natale ancor più in difficoltà: non possiamo pagare gli affitti delle case in cui viviamo adesso – aggiunge Furia –, da pagare proprio coi soldi che Rfi si era impegnata a erogare dopo averci messi alla porta. E che appunto non riceviamo”.

Lo sfratto scongiurato

Si trova in una situazione simile anche Giovanni Sparacio, che ha una famiglia numerosa e un mutuo per la casa di via Bernava sulle spalle. Casa che anche lui ha dovuto lasciare per via dei lavori al Passante ferroviario. Il suo affitto attuale ammonta a una cifra non indifferente, e l’appoggio concordato con Rfi è venuto a mancare in una situazione economica complessa. Nel giugno 2020 infatti Sparacio non è stato in grado di pagare il proprietario della casa in cui vive adesso, ricevendo per questo un avviso di pignoramento. Per sua fortuna di lì a poco Rfi avrebbe erogato due mensilità arretrate, ma all’appello ne mancano ancora altre due.

L’accordo del 2014

Furia, Sparacio e gli altri proprietari della palazzina di vicolo Bernava puntualizzano che l’intesa sulle quote mensili è messa nero su bianco. “Nel 2014 abbiamo firmato un accordo con cui Rfi si impegnava a corrispondere un affitto – raccontano – fin quando non ci avessero restituito gli appartamenti al completamento dei lavori della galleria. Praticamente non c’è una vera e propria fine. Gli affitti variano a seconda degli appartamenti ma a distanza di sei anni sono rimasti tali. Senza tenere conto, quindi, degli ovvi aumenti che i canoni di affitto subiscono negli anni”.

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I protagonisti della vicenda fanno presente di aver chiesto più volte a Rfi di rispettare l’accordo preso quasi sette anni fa, per non aggravare la già accettata impossibilità di abitare le proprie case. Furia aggiunge che “una delle principali preoccupazioni, da sottolineare, è che ancora non sappiamo se e quando riavremo i nostri appartamenti. Questo anche alla luce degli scavi da realizzare per la galleria, che si trovano praticamente a un metro dal portone della palazzina già lesionata e imbragata”.

La posizione di Rfi

Contattata per fornire chiarimenti sugli affitti di vicolo Bernava, Rfi ci ha comunicato i prossimi passaggi in programma. Dalla Rete ferroviaria italiana dicono che “le quote relative al bimestre settembre-ottobre sono in pagamento, entro domani (oggi per chi legge, ndr), e quelle per il bimestre novembre-dicembre verranno saldate a metà gennaio”.

Passante ferroviario, opera eterna

Le demolizioni che hanno ‘sfiorato’ la palazzina sono terminate il 28 ottobre, dopo otto anni di blocco dei lavori nel tratto in questione. Per risolvere una serie di contenziosi nel modo più semplice possibile, Rfi aveva deciso di comprare gli altri edifici d’intralcio ai cantieri e quindi buttarli giù. Così si è rientrati nel vivo dell’opera vera e propria: questo step vedrà la realizzazione di una galleria di 58 metri per collegare le fermate del Passante ferroviario ‘Lolli’ e ‘Giustizia’. È già stata indetta una gara d’appalto dal valore complessivo di oltre 17 milioni 700 mila euro, per un contratto di due anni e mezzo. La gara è ancora aperta: il termine delle domande di partecipazione è fissato per le ore 12 del 20 gennaio 2021, mentre per l’apertura delle buste bisognerà attendere le 9,30 del giorno successivo.

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31 Dicembre 2020, 06:10

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