PALERMO – Il taglio c’è stato, ma non è grande come sostiene il Comune. E, soprattutto, non sarà revocato, “perché così avviene in tutta Italia”. Dopo l’allarme di Legacoop per le comunità alloggio di Palermo, che aspettano crediti per circa quattro milioni di euro dal Comune, dalla Regione arriva quasi una doccia gelata per l’amministrazione comunale, che all’inizio di questa settimana aveva dato la colpa dei ritardi a Palazzo d’Orléans, “colpevole” di avere ridotto il finanziamento per il sostegno ai minorenni: “In tempi di floridità economica – dice la dirigente del dipartimento Politiche sociali, Antonella Bullara – la Regione interveniva oltre il suo dovere. Oggi non si può più. Nel resto d’Italia, d’altro canto, a mettere i fondi sono solo i Comuni”.
La polemica è scoppiata all’inizio della settimana. Da un lato Legacoop, che reclama il pagamento dei debiti fuori bilancio contratti dal Comune nel 2014, dall’altro l’assessore alla Cittadinanza sociale Agnese Ciulla: “Il problema – aveva spiegato l’esponente della giunta Orlando – riguarda le modalità con cui la Regione ha contribuito. Fino al 2012 la Regione corrispondeva a tutti i Comuni siciliani l’80 per cento delle rette. Adesso siamo a meno del 20 per cento”. Per Antonella Bullara è così, ma solo in parte: “Per certi versi – ammette – l’assessore Ciulla ha ragione, ma per altri bisogna dire che la funzione di assistenza ai minori è ovunque di competenza comunale. Il taglio, comunque, c’è stato, anche se in misura minore: quest’anno la Regione ha pagato circa il 27 per cento”.
Fino all’anno scorso la legge prevedeva l’obbligo per la Regione di pagare l’80 per cento delle rette. Un obbligo comunque disatteso: negli anni la quota reale si è progressivamente abbassata fino ai livelli attuali, tanto che con la Finanziaria varata quest’anno dall’Ars la norma è stata rettificata, prevedendo un impegno “fino all’80 per cento”. Insomma: di più no, di meno sì. In compenso le tariffe sono ancora definite a livello regionale: per ognuno degli 850 bambini assistiti a Palermo, il costo è compreso fra 72 e 76 euro al giorno.
Intanto, le cooperative pressano il Comune. All’inizio della settimana Legacoop ha chiesto un incontro all’assessore Ciulla: un vertice per cercare insieme una soluzione. “I tempi stringono – dice il presidente di Legacoop Palermo, Filippo Parrino – e le coop rischiano seriamente di andare in default”. Per sollevare il tema, martedì mattina le cooperative manifesteranno con un sit-in in piazza Pretoria. Un ultimo tentativo prima del fallimento. Prima, cioè, di lasciare 850 bambini senza assistenza.
Dopo l'allarme di Legacoop e la risposta dell'assessore Ciulla che dava la colpa del "buco" a Palazzo d'Orléans, arriva la presa di posizione del dipartimento Politiche sociali: "In tutta Italia ci pensano gli enti locali, non è più tempo di vacche grasse". A rischio i servizi per 850 minorenni. Martedì un sit-in.
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