"Perché per muoversi in Sicilia bisogna soffrire pene dell’inferno?"

“Perché per muoversi in Sicilia bisogna soffrire le pene dell’inferno?”

Le considerazioni del procuratore aggiunto dopo la chiusura del ponte San Giuliano
L'INTERVENTO
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Premetto che non sono contrario a priori alla realizzazione di grandi opere pubbliche. Non ho le cognizioni tecniche per pronunciarmi sulla fattibilità o meno del Ponte sullo Stretto e non intendo entrare in questo dibattito che si protrae da decenni, con i noti approcci anche ideologici.

Da cittadino, quello che voglio fare rilevare è questo. Sin da quando ero ragazzo per arrivare da Catania al paese di origine di mia madre, dove trascorrevamo delle bellissime estati, Montalbano Elicona Borgo dei borghi 2015, la strada percorsa da Catania era quella fino a Randazzo e poi, attraversato il Ponte San Giuliano sull’Alcantara, da Santa Domenica Vittoria si proseguiva per Floresta o Montalbano.

Ho scritto si proseguiva perché, col nubifragio di sabato 16 agosto il Ponte San Giuliano è stato danneggiato ulteriormente ed il traffico, che già era limitato, è stato interdetto. Non si sa fino a quando.
Inutile sottolineare i disagi, non solo per la viabilità ma anche economici e sociali, che causa questa situazione.

Ora, quello che io chiedo – ribadisco da semplice cittadino utente – è questo: bene le grandi opere, per carità (e non voglio fare nessun benaltrismo!). Perfetto programmare grandi opere pubbliche e quello che ne consegue. Ci sta.

Però, poi perché per transitare da Randazzo in direzione Catania si deve fare tutt’altra strada. E non si può transitare dal posto da cui sempre si è passati? É dal 2018 che il ponte di San Giuliano è in condizioni precarie e non si è mai intervenuti! Ed allora la domanda è questa: giusto programmare le grandi opere, ma perché nel frattempo non si sistema quello che c’è? Perché per muoversi in Sicilia bisogna soffrire le pene dell’inferno?

Lo chiedo per degli amici, i siciliani come me, che ancora si ostinano ad amare questa terra.
Grato a chi vorrà e saprà rispondere.


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