"Il colpo non era mortale"| Condannato sì, ma per lesioni

“Il colpo non era mortale”| Condannato sì, ma per lesioni

Il Palazzo di giustizia di Palermo

Un mauriziano non è colpevole di tentato omicidio.

PALERMO – La condanna arriva per lesioni, ma non per tentato omicidio. A Sandragasse Sunassee sono stati inflitti tre anni e mezzo di carcere. Ne rischiava quattordici. Decisiva è stata la consulenza del perito nominato dai difensori dell’imputato, gli avvocati Giovanni Di Trapani e Giovani Morgante.

Nel novembre 2018 una casa nel rione Ballarò divenne il luogo di una lite fra il mauriziano, molto noto in città per le sue battaglie in nome dell’integrazione, e un connazionale. Quando intervennero i poliziotti quest’ultimo si trovava per terra con una ferita alla nuca. Era stato colpito con un coltello che l’imputato aveva trovato nell’abitazione. Sunassee, anche lui rimasto ferito, ha sempre raccontato di essersi solo difeso e che la lite era scoppiata perché lui si era rifiutato di consumare della droga.

Nel referto del pronto soccorso si parlava di una ferita superficiale al collo e di un taglio non profondo alla nuca. Il perito di parte ha specificato che la vittima “non è mai stata in pericolo di vita”. Da qui la condanna per lesioni, con l’aggravante dei futili motivi, inflitta dal giudice per l’udienza preliminare Filippo Lo Presti.

 

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