PALERMO – “In questo momento vedo sbarcare quattro uomini. Una notizia positiva, in questo inferno”. Il commissario dell’Asp di Palermo Antonino Candela è a Lampedusa. E il racconto, concitato, è quello di una notte infinita, seguita da una mattina tremenda. “A mezzanotte – racconta – sono sbarcati 463 siriani. Un numero enorme, che ha messo a dura prova gli uomini dell’azienda sanitaria di Palermo”. Ma il peggio doveva ancora arrivare. “La mattina però – aggiunge Candela – è stata più tragica della notte. È stata avvistata una imbarcazione a mezzo miglio dall’isola dei conigli. Sembra abbia preso fuoco a causa della reazione scomposta delle persone all’interno del natante, e si è capovolta. Cinquecento persone sono finite in acqua. Subito partiti i soccorsi della capitanieria di porto e della guardia di finanza”.
Alcune di quelle persone sono state salvate e trasportate su una nava commerciale. “Appena sono sbarcate – racconta Candela – le persone che erano su quella nave come turisti, ci siamo resi conto delle dimensioni della tragedia. Una signora mi ha raccontato, piangendo, di centinaia di corpi che galleggiavano”. Nel frattempo, proseguivano le operazioni di recupero delle pesone in mare. “Mentre parliamo – prosegue Candela – sono 159 le persone tratte in salvo, e prontamente visitate. Fortunatamente non presentano situazioni gravi, solo casi di ipotermia e disidratazione. Questi immigrati si aggiungono, ovviamente, ai 463 sbarcati ieri. L’emergenza adesso è incredibile. Ma il peggio temo che debba ancora arrivare. Sono 78 i morti tra cui due minori. Gli altri, dispersi”.
Ma le operazioni proseguono. “In questo momento – racconta in diretta Candela – sta attraccando una motovedetta della Guardia di finanza. Sto vedendo quattro persone vive, quattro eritrei in buone condizioni. Una buona notizia, in questo inferno”.

