Il 'gioco a scacchi' delle Europee con il siculo e il toscano

Il ‘gioco a scacchi’ delle Europee con il siculo e il toscano

Lo sbarramento e gli schieramenti possibili
L'OPINIONE
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Sarà una battaglia all’ultimo sangue, pardon, all’ultimo voto quella per le elezioni europee, ormai vicinissime, complice il sistema elettorale proporzionale adottato. Nello stesso tempo, lo sbarramento del 4% che occorre superare per ottenere seggi a Strasburgo porta in saccoccia una valanga di tentativi, spesso stravaganti, di alleanze per liste di natura squisitamente elettorale, utili appunto a varcare la red line dello sbarramento e garantirsi qualche deputato e, soprattutto, la sopravvivenza.

Professori incontrastati di tale scienza sono tanti ma certamente i migliori sono almeno due tra i protagonisti in campo: Matteo Renzi, reduce dal furbesco accordo, poi fatto naufragare dal medesimo ottenuto il risultato, con l’ingenuo Carlo Calenda, e Totò Cuffaro, uomo di grande esperienza politica e piuttosto restio agli ingabbiamenti ideologici, ammesso che le ideologie esistano ancora, di destra e di sinistra. Renzi è un maestro manovratore abbastanza disinvolto se deve raggiungere un obiettivo pro domo sua, Cuffaro è un fine democristiano più riconducibile a personaggi concreti tipo Andreotti o Forlani non certo a idealisti tipo Martinazzoli o Zaccagnini. Entrambi, comunque, esperti, obtorto collo, nel mestare le carte delle alleanze secondo convenienza, specialmente elettorale.

Italia Viva di Renzi e la Dc di Cuffaro hanno molto in comune, principalmente la capacità di muoversi con scioltezza nello scenario politico liberi da armature e forme rigide di appartenenza, lo si vede nelle dinamiche parlamentari o nei consessi istituzionali a livello territoriale. Infatti, possiamo leggere diversi articoli di stampa circa gli amorevoli segnali d’intesa tra i due condottieri salvo, poi, imbattersi in qualche noioso perfezionista, ad esempio l’ex sindaco di Parma ed ex grillino Federico Pizzarotti presidente di +Europa di Emma Bonino, lei onnipresente ad ogni competizione elettorale, che non vuole all’interno di una lista Iv/+Europa il dottor Cuffaro o suoi aventi causa.

Sì, c’è in ballo una lista creata da Renzi e Bonino che dovrebbe imbarcare buona parte del variegato mondo di centro, non importa se guarda a sinistra o a destra, per fare, senza troppi distinguo, incetta di voti. È una sfida bella e buona lanciata alla Bonino che ha replicato duramente invitando il Pizzarotti, se non gli sta bene Cuffaro o chi per lui, a sposarsi – elettoralmente s’intende – con Carlo Calenda.

Una specie di messaggio del genere: se tentenni dinanzi alla necessità di superare lo sbarramento vattene con un fallito – politicamente s’intende – come il confuso leader di Azione. In verità, Calenda ha dichiarato apertis verbis la sua totale mancanza di fiducia in Renzi e, probabilmente, in chi gli va appresso. Adesso con chi Calenda farà squadra è difficile prevederlo, sicuramente da solo batterà la faccia al muro.

Insomma, le solite minestre mentre i sondaggi danno abbastanza stabili, leggermente in crescita, FdI di Giorgia Meloni e il Pd di Elly Schlein, con FI di Antonio Tajani avanti rispetto alla Lega e il M5S di Giuseppe Conte un po’ in sofferenza. Osserveremo le prossime mosse sicuramente geniali dei nostri eroi, il siculo di Raffadali e il toscano di Firenze, dando una sbirciatina, non si sa mai, ad altri campioni del gioco degli scacchi, “al secolo” Cateno De Luca e Raffaele Lombardo di cui accenneremo prossimamente.


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