"Trasferito per motivi politici" | I Cobas Codir vincono il ricorso - Live Sicilia

“Trasferito per motivi politici” | I Cobas Codir vincono il ricorso

Reintegrato Minio
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Il sindacato, del quale è segretario, l’ha considerata una specie di “ritorsione”. Per l’assessorato alla Funzione pubblica, si trattava di un semplice trasferimento per esigenze “d’ufficio”. Alla fine, il tribunale ha dato ragione ai Cobas Codir, condannando la Regione a reintegrare Marcello Minio all’ufficio che fa capo alla sede di Bruxelles (sebbene Minio si trovi in aspettativa sindacale).
Ed è proprio su questo punto che il sindacato maggiormente rappresentativo dei dipendenti regionali ha puntato: trasferire da un ufficio all’altro una persona che si trova in aspettativa (nel caso specifico, Minio era stato assegnato all’assessorato all’Energia), che giovamento avrebbe portato all’amministrazione?

E in effetti, il Tribunale del lavoro di Palermo (giudice Paola Marino), ha condannato la Regione per comportamento antisindacale nei confronti del Cobas/Codir. L’organizzazione sindacale, assistita dall’avvocato Daniele Dalfino, del Foro di Palermo, ha infatti chiesto e ottenuto la condanna dell’assessorato regionale alla Funzione pubblica, guidato da Caterina Chinnici, nonché la liquidazione delle spese processuali e legali. La Regione, infatti, prima di trasferire Minio avrebbe dovuto ricevere il nulla osta della stessa organizzazione sindacale. Nulla osta che non è mai stato concesso. “La Giunta – scrive il giudice Paola Marino nella sentenza – non ha il potere di disapplicare le norme di legge o della contrattazione collettiva neppure in casi di necessità e urgenza, non apparendo, peraltro, che il provvedimento di trasferimento impugnato abbia natura temporanea e urgente, bensì natura definitiva”.

“L’amministrazione aveva illegittimamente trasferito, – fanno sapere i Cobas attraverso una nota –  senza il rispetto delle procedure previste dalla legge, il lavoratore dipendente Marcello Minio, uno dei due segretari generali del Cobas/Codir, motivando non meglio precisate  “esigenze di servizio”, mentre lo stesso si trovava in aspettativa sindacale; il trasferimento avveniva forzosamente, peraltro, senza il necessario nulla osta del sindacato”.

L’assessorato è stato quindi, condannato ad annullare il trasferimento deciso con una deliberazione di giunta del 10 novembre scorso, e a reintegrare il sindacalista, seppur in aspettativa sindacale, nei ruoli dell’ufficio di provenienza, vale a dire quello che fa capo alla sede di Bruxelles della Regione. “Il giudice ha riconosciuto – si legge sempre nella nota della segreteria generale del Cobas/Codir – l’azione antisindacale messa in campo dalla Regione nei confronti del sindacato, a nostro avviso, reo agli occhi del governo Lombardo di avere denunciato molteplici discutibili aspetti della gestione politico-amministrativa regionale. Auspichiamo che dopo questa sentenza non avvengano più azioni dal carattere antisindacale nei confronti di chi ha la responsabilità e il coraggio di esprimere apertamente il dissenso. Ci auguriamo che si possa, invece, – prosegue la nota – lavorare seriamente per dare risposte concrete ai lavoratori che aspettano il rinnovo del contratto di lavoro giuridico ed economico da sei anni; c’è bisogno al più presto di una Regione maggiormente ispirata ai criteri di imparzialità, efficienza  e trasparenza e in cui tutti i cittadini siciliani possano trovare risposte concrete”.


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