Il Pd etneo bacchetta la Regione |Bianco: “Basta, serve un Cda”

Il Pd etneo bacchetta la Regione |Bianco: “Basta, serve un Cda”

La doccia fredda delle deleghe conferite ieri sera ai nuovi assessori ragionali pesa, e non poco, sull’iniziativa del circolo “Centro storico” del Pd etneo. Napoli: “Questo governo, così com’è, non ci rappresenta". Concetta Raia su Fiumefreddo: “Non è stato brillante come sovrintendente del Bellini”.

CATANIA- Il Pd etneo riparte dai teatri e dalla cultura. La doccia fredda delle deleghe conferite ieri sera ai nuovi assessori ragionali pesa, e non poco, sull’iniziativa del circolo “Centro storico” del Pd etneo. Pesa soprattutto a uno degli ospiti più attesi al Sangiorgi: l’assessore Maria Rita Sgarlata, che preferisce non rilasciare dichiarazioni ai cronisti. L’archeologa siracusana, da ieri sera, non è più l’assessore ai beni culturali. Nel suo intervento all’assise democratica si limita ad additare nella “burocrazia” il limite principale a qualunque forma di trasformazione e progetto in tema di beni culturali. Bocca cucita, invece, sul rimpasto. Un tema che sembra una sorta di fantasma che si aggira per il Sangiorgi. “Come Pd, in questo momento, abbiamo un dibattito interno abbastanza acceso e complicato perché non ci convince l’impostazione che il presidente ha dato a questa nuova giunta”, dice il segretario etneo Enzo Napoli, che lamenta la carenza di “chiarezza sugli obiettivi e le priorità del governo”.

Al segretario il Crocetta-bis non piace. “Il governo appena nato deve essere messo ai blocchi di partenza, bisogna ragionare meglio e capire se questa esperienza di governo possa continuare su basi nuove”. Poi rincara la dose: “Questo governo così com’è, con le forzature fatte, non ci rappresenta”. Dello stesso parere la deputata regionale Concetta Raia che non nasconde di essere “critica nei confronti del governo”. Il nuovo esecutivo “non è un governo di rilancio, ma di sottocorrenti”, dice Raia che lascia ipotizzare la possibilità di staccare la spina al Crocetta bis. “Se il presidente riuscirà a governare saremo contenti, in caso contrario volteremo pagina”. La deputata lancia un monito chiaro rispetto alle politiche culturali: “No a tagli lineari”. Il riferimento è alla finanziaria regionale che, invece, dovrebbe tutelare e potenziare “le eccellenze come il Massimo Bellini e Lo Stabile”. Un’utopia, al netto dei fondi previsti al momento: “sette milioni per il Massimo, uno per lo Stabile”. La deputata democratica lascia trapelare il malcontento nei confronti del nuovo assessore ai beni culturali: “Fiumefreddo lo conosco a stento- dice- ma so che non è stato brillante quando era sovrintendente del Bellini”. Rimpasto a parte, il Pd etneo ha ribadito la necessità di puntare su politiche “in favore della cultura”, “una precondizione per uscire dalla crisi” secondo la segretaria del circolo “Centro storico”, Adele Palazzo.

L’idea di fondo è una sinergia tra “pubblico e privato”, la proposta politica è di creare un “tavolo di confronto con le istituzioni e gli operatori del settore culturale”. Un’idea che trova il plauso dell’assessore Orazio Licandro, che rivendica il modus operandi dell’amministrazione comunale di tenere insieme le deleghe al turismo e alla cultura. Sul palco del Sangiorgi si alternano numerosi relatori: Amanda Catania, responsabile provinciale cultura del Pd, Daniele Sorelli, responsabile nazionale cultura Gd, Concetta Raia, Giuseppe Di Pasquale, direttore artistico Stabile, Gaetano Rosario Napoli, Biagio Guerrera, il deputato Giuseppe Berretta Rita Gari, sovrintendente del Bellini, il regista Orazio Torrisi e il sindacalista della Cgil Giovanni Pistorio. Ma è soprattutto il tema del Massimo Bellini a tenere banco. L’intervento di una dipendente dell’Ente, Loretta Nicolosi, riporta la discussione sulle condizioni attuali del teatro e dei lavoratori che non percepiscono gli stipendi dal mese di Febbraio. Il bilancio non è affatto felice con “due tentati suicidi e i licenziamenti degli stagionali, figure indispensabili per il lavoro dell’Ente”. Nicolosi non fa sconti nemmeno al sindaco Bianco al quale chiede di essere più presente in teatro. Una considerazione che il primo cittadino, intervenuto all’assise, ritiene ingenerosa, indicando nella Regione il principale responsabile di una situazione che “da farsa si sta trasformando in tragedia”. Bianco attacca: “Adesso basta, nel giro di nove mesi abbiamo avuto ben tre commissari straordinari- senza un Cda io non posso fare nulla”.

 

 


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