Il prof. dott. Tersilli, simbolo |dell'Italietta delle mediocrità

Il prof. dott. Tersilli, simbolo |dell’Italietta delle mediocrità

Il medico cinico interpretato da Sordi è protagonista di due film. E il primo è considerato uno dei 100 lungometraggi da salvare della storia del cinema italiano.

Il medico cinico per antonomasia, simbolo di un sistema malato nell’era delle rivolte sociali. Guido Tersilli è il protagonista di due film di Alberto Sordi: il primo, “Il medico della mutua”, è stato inserito fra i “100 film italiani da salvare” selezionati dal Festival del cinema di Venezia in collaborazione con il ministero dei Beni culturali, dando lo spunto per un sequel, “Il prof. Dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue”.
Tersilli è il simbolo dell’arrivismo e dello sfruttamento dei pazienti nella sanità anni Sessanta. Nel primo film, assetato di soldi, prova a guadagnare speculando sui meccanismi della convenzione con la mutua: i pazienti, non essendo tenuti a pagare la visita e i farmaci prescritti, vengono visitati con ritmi da catena di montaggio e vengono spinti a chiedere prescrizioni inutili. Così Tersilli, che intanto prova a farsi strada in ospedale facendo sfoggio di arrivismo e servilismo con il capo, arriva addirittura ad operare due bambini che non ne hanno bisogno su proposta del padre, che vuole dividere i guadagni col medico. Accolto dalla critica come un film che in pieno Sessantotto denunciava, pur coi toni della commedia, un sistema corrotto, “Il medico della mutua” ottenne un immediato successo proprio per i suoi temi di denuncia e valse anche un David di Donatello a Sordi.
Il sequel, uscito l’anno successivo, ottenne meno successo di critica, ma fu ugualmente acclamato dal pubblico. Tersilli, nel seondo capitolo della sua storia, è diventato il primario di una clinica molto acclamata che però opera a due velocità: ai pazienti più ricchi, disposti a pagare il salatissimo conto, offre cure all’avanguardia, mentre ai mutuati riserva disinteresse e disprezzo. Quando però il primario viene abbandonato dai suoi collaboratori per i metodi utilizzati nei confronti dei pazienti, Tersilli cambia modello, trasforma la clinica in un centro estetico. Dando ancora una volta prova di cinismo. E descrivendo, come solo Sordi ha saputo fare, l’Italietta delle mediocrità.

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