PALERMO – I social network sono ormai uno dei principali strumenti di comunicazione politica, ma l’interazione con gli utenti non equivale necessariamente a un successo. Se ne sono accorti, su Twitter, alcuni dei più importanti sindaci italiani i cui “cinguettii” sono stati analizzati da Viralbeat in collaborazione con PoliticBuzz che hanno estratto 200.000 tweet, riferiti al periodo 9 gennaio-9 maggio 2016, relativi all’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, a quello di Torino Piero Fassina, a quello di Firenze Dario Nardella, al napoletano Luigi De Magistris e al milanese uscente Giuliano Pisapia.
Se si considera la popolarità su Twitter, ossia il numero maggiore di menzioni, Marino si classifica primo a sorpresa, seguito da Orlando, Fassino, Nardella, De Magistris e Pisapia. In particolare il sindaco di Palermo fa segnare numerosi picchi, specie quando il Professore parla delle vittime di Ustica e della sentenza del Tar che ha bocciato la Ztl.
Prendendo in considerazione invece il “livello di influenza nel panorama politico italiano”, emerge che Orlando si classifica solo quarto riuscendo a essere veramente protagonista solo sul tema Almaviva. Il 98% delle conversazioni che coinvolgono il sindaco di Palermo sono di carattere nazionale ma riguardano più che altro problemi locali e i giudizi, nel 65% dei casi, sono addirittura negativi, nel 29% neutrali e solo nel 6% positivi. L’attività su Twitter di Orlando riguarda più che altro problemi legati alla città, come Ztl e Almaviva. Il Professore “conquista” anche uno spiacevole primato: fra i sei sindaci, è quello più criticato.

