Impresa, le prospettive |del settore agroalimentare

Impresa, le prospettive |del settore agroalimentare

La Uil di Catania ha ospitato un convegno dedicato al settore agroalimentare.

Piano formativo Tesèo
di
2 min di lettura

CATANIA – “Tesèo-Taormina Etna Sviluppo è Occupazione” è il piano formativo “a misura di impresa” che Civita e Fondimpresa, in questi mesi, hanno messo a disposizione dei lavoratori di circa cento aziende nel nostro territorio. I risultati di questa significativa esperienza, indirizzata alle imprese del settore primario, sono stati illustrati stamattina nella sala “Mico Geraci” della Uil di Catania, in via Sangiuliano 365, nel corso del convegno su “Prospettive del settore agroalimentare in Sicilia. Misure di accompagnamento e formazione”.

Dopo il saluto di Fortunato Parisi, segretario della Uil di Catania, e di Nino Marino, segretario generale aggiunto della Uila siciliana, il direttore di “Civita” Nanda D’Amore ha parlato di “Tesèo”, il piano formativo finanziato dal fondo interprofessionale Fondimpresa che fa capo a Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Nanda D’Amore ha ricordato come “Tesèo abbia avuto durata di un anno e si sia concluso proprio in questo mese, dopo avere fornito alle aziende servizi per la formazione del personale dipendente in una logica di life long learning, di formazione lungo tutto l’arco della vita, oggi più che mai necessaria a fronte di innovazioni e tecnologie sempre più alte e in continua crescita”. Il direttore di “Civita” ha evidenziato il pieno coinvolgimento di “circa 100 imprese ricadenti nella zona che va da Taormina all’Etna, territorio particolarmente vocato al turismo ma che presenta al contempo un’agricoltura e un agroalimentare con punte di eccellenza: dai vigneti dell’Etna, alla produzione di miele di Zafferana Etnea alle fragole di Maletto, in un comprensorio in cui esistono i presupposti per lo sviluppo di un sistema territoriale di qualità sia dal punto di vista economico che in termini di identità territoriale”.

Alice Roberta Seminara, in rappresentanza dell’agenzia pubblica di controlli in agricoltura “Agecontrol Spa”, s’è invece soffermata sulla regolamentazione comunitaria e nazionale della commercializzazione e dell’etichettatura delle specialità ortofrutticole fresche in fase di import, export e mercato interno. E ancora su tutela dell’origine dei prodotti, controlli, sistema sanzionatorio e banca nazionale dati degli operatori di settore. Tra le specialità catanesi da “tutelare all’origine”, spicca certamente l’arancia rossa. Rino Nicolosi, per il Consorzio “Arancia rossa di Sicilia Igp”, ha esposto non solo le azioni di promozione realizzate in passato ma anche e soprattutto quelle in cantiere: “Stiamo modificando disciplinare e statuto – ha annunciato – per poter dare la denominazione anche ai trasformati come le marmellate, i dolci, i liquori, le bevande, le spremute, prospettando così nuovi canali di commercializzazione e allungando il periodo di vendita anche quando non è presente il fresco”. L’eccellenza agricola etnea e isolana, comunque, è fatta anche di produzioni “mirate” come quelle senza glutine. Proprio su celiachia e alimenti “gluten free” ha, infine, relazionato la biologa Maria Luana Oliveri: “La continua crescita dei celiaci – ha detto – impone l’incremento delle produzioni senza glutine. A oggi, infatti, l’unica terapia in questa patologia è la dieta aglutinata. Agli imprenditori locali, che spiccano per la qualità delle materie prime utilizzate, il compito di conquistare quindi un mercato sempre meno di nicchia”.

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI