Bankitalia, disoccupazione record | In 38 mila senza lavoro

Bankitalia, disoccupazione record | In 38 mila senza lavoro

Banca d'Italia presenta il suo report congiunturale sulla situazione economica siciliana. I dati sulla disoccupazione parlano di trentotto mila posti di lavoro che andranno persi entro la fine di quest'anno.

IL REPORT PRESENTATO OGGI
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report congiunturale crisi siciliaPALERMO – La Sicilia continua la sua discesa nel vuoto. A dipingere la situazione in constante flessione dell’economia isolana è il report congiunturale presentato oggi nella sede palermitana di Banca d’Italia. A fare registrare il calo maggiore con un dimezzamento del fatturato e degli ordinativi, è stato il settore industriale. Il 23 per cento delle imprese, infatti, dichiara una previsione di chiusura dell’esercizio 2012 in negativo. Un calo drastico dell’occupazione è previsto dal 44,7 per cento delle aziende intervistate, a fronte di un 8,3 per cento che pensa ad un aumento occupazionale.

L’occupazione ha subito, molto più di altri settori economici, l’andamento congiunturale negativo. In base ai dati forniti dall’Istat, infatti, gli occupati in Sicilia sono diminuiti del 2,6 per cento rispetto al primo semestre del 2011. La diminuzione ha interessato sia il lavoro autonomo che quello dipendente, con un calo rispettivamente del 2,3 per cento e del 2,7 per cento. Il numero di occupati è diminuito nei principali settori produttivi, mentre alberghi, ristoranti e commercio hanno visto una crescita del 1,2 per cento degli addetti. In valori assoluti sono trentottomila i lavoratori fuori dal mercato del lavoro. Ad oggi quindi il tasso di disoccupazione che si attesta al 19,4%, con un aumento di 4,8 punti percentuali rispetto al primo semestre del 2011, raggiunge un tasso che dal 2003 non raggiungeva. “Abbiamo registrato investimenti in stallo – dichiara il Giuseppe Arrica direttore della Banca d’Italia di Palermo – la situazione che analizziamo dipinge valori minimi della crescita economica dal 2009”.

Le esportazioni di merci siciliane, in valori nominali, sono aumentate del 21,2 per cento rispetto al 2011, ma questa crescita è da attribuire, come sempre, all’export di prodotti petroliferi raffinati: che rappresentano il 75,2 per cento delle vendite all’estero. Al netto dei prodotti petroliferi le esportazioni siciliane sono cresciute dello 0,8 per cento, rimanendo così in linea con la media del mezzogiorno.

Più del cinquanta per cento delle imprese edili siciliane, intervistate nel report, stima una riduzione della produttività per l’anno in corso. Diminuisce del 38 per cento l’importo totale dei bandi di gara per le opere pubbliche. Il primo semestre di quest’anno ha visto diminuire anche il numero di compravendite si è ridotto di venticinque punti percentuali un dato superiore sia rispetto alla media del Mezzogiorno e del resto del Paese.

Per quanto riguarda il settore commerciale il report di Bankitalia parla di una forte penalizzazione per la dinamica sfavorevole del reddito disponibile delle famiglie. Infatti, il fatturato delle imprese commerciali del campione preso in esame ha fatto registrare numeri negativi nel 60 per cento dei casi.

Il turismo, nel confronto tra gli arrivi e le presenze rimane piuttosto stabile in riferimento al 2011. Gli arrivi infatti, hanno avuto un modesto incremento dello 0,2 per cento, mentre le presenze sono in calo per 0,2 per cento. Continua, invece, la caduta delle presenze di italiani che diminuiscono di 2,8 punti percentuali. Mentre per i turisti stranieri il dato mostra una frenata drastica rispetto al 2011. L’anno scorso l’aumento rispetto al 2010 è stato del 14 per cento, mentre il dato del 2012 rispetto al 2011 descrive un aumento del 3,1 per cento.

A diminuire sono soprattutto i prestiti alle imprese di piccola dimensione. L’unico settore che registra un aumento dei finanziamenti è quello dell’energia con un più 10 per cento, un numero comunque in discesa rispetto al 20 per cento dell’anno scorso. “Alcuni fattori dell’economia reale – spiega Antonio Lo Nardo dirigente di Bankitalia Palermo – hanno avuto un impatto sul sistema finanziario più forte del previsto. Le difficoltà del mercato immobiliare e le incertezze sul lavoro hanno avuto un effetto di frenata sul mercato del credito”.

 


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