Un incendio sviluppatosi all’alba di martedì 6 gennaio nei Quartieri Spagnoli, a Napoli, ha provocato l’intossicazione di circa 20 persone, senza conseguenze gravi.
A dare l’allarme non è stato un dispositivo di sicurezza, ma l’abbaiare insistente di un cane che ha svegliato gli occupanti di un’abitazione al piano terra invasa dal fumo. Secondo quanto riferisce “Il Mattino”, il tempestivo risveglio avrebbe evitato un bilancio più pesante.
Napoli, incendio ai Quartieri Spagnoli: la ricostruzione
Le fiamme si sono sviluppate all’interno di un’abitazione situata in vico Campanile, all’angolo con via Francesco Girardi. Prima che il rogo fosse visibile, una densa coltre di fumo ha rapidamente riempito lo stabile, rendendo impraticabili gli ambienti interni.
In quei minuti concitati, il cane di famiglia, un pinscher di nome Rocky, si è accorto per primo della situazione, consentendo agli occupanti di mettersi in salvo.
Antonio De Blasio, 63 anni, proprietario dell’appartamento, è riuscito a uscire insieme alla moglie e al figlio di 19 anni. La figlia Emma, che avrebbe dovuto trovarsi nella stanza da cui si sarebbe originato l’incendio con il figlio minorenne, era assente al momento del rogo.
L’intervento dei pompieri e l’ipotesi di un cortocircuito
Le origini dell’incendio sono ancora in corso di verifica. Gli investigatori stanno analizzando la fase iniziale, contraddistinta da un’intensa produzione di fumo antecedente allo sviluppo delle fiamme.
Tra le ipotesi considerate figura un possibile cortocircuito, ma al momento non sono state fornite conferme ufficiali.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati per oltre due ore nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. L’appartamento è stato posto sotto sequestro.
I soccorritori del 118 hanno prestato le prime cure direttamente sul luogo dell’incendio. Successivamente, la maggior parte delle persone intossicate è stata trasferita al pronto soccorso per accertamenti.
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