PALERMO – Duecento lavoratori attendono da quattro mesi lo stipendio. E quando la Regione dà il via libera alle somme necessarie, a bloccare tutto arrivano due pignoramenti. Il coordinamento dei dipendenti dell’Irsap è sul piede di guerra. “Pochi giorni fa, con la pubblicazione della finanziaria in Gazzetta ufficiale, il nostro calvario sembrava finito – affermano dal coordinamento -. Ma così non è”. I lavoratori degli ex consorzi Asi dicono di aver avuto “notizia da parte del vice direttore facente funzione dell’Irsap, Carmelo Viavattene, di due pignoramenti per circa un milione di euro che pare abbiano stoppato i pagamenti”.
Ma non è solo la questione relativa alla mancata erogazione degli stipendi a preoccupare i dipendenti. I 200 lavoratori da tre anni, da quando cioè le vecchie Asi sono state poste in liquidazione, attendono di passare nella pianta organica dell’Irsap. “Un passaggio che si sarebbe dovuto completare entro sei mesi dall’avvio delle procedure di liquidazione – spiegano i membri del coordinamento -. Invece restano in piedi undici gestioni separate, con tutti i costi che ne derivano”. Un “lusso”, secondo il coordinamento, che l’Irsap non può permettersi in una situazione economica non certo tra le più rosee. Il finanziamento regionale è stato ridotto nell’ultima finanziaria di circa mezzo milione di euro, fermandosi a poco più di dieci milioni. “Questa cifra – ha spiegato durante l’approvazione della manovra l’assessore alle Attività produttive, Mariella Lo Bello – non è sufficiente oggi per coprire tutti i costi dell’ente. Ma da adesso alla probabile manovra di assestamento avrò il tempo di verificare le spese, come quelle riguardanti dirigenti che guadagnano 200 mila euro l’anno. Di sicuro, però, i dieci milioni stanziati rappresentano il minimo per la sopravvivenza dell’Istituto”.
“Aspettiamo dal governo una decisione definitiva – afferma il coordinamento dei lavoratori -. Chiediamo di essere inseriti in un ruolo unico regionale o almeno la creazione di un capitolo di spesa ‘blindato’ per le somme destinate al pagamento dei nostri stipendi”. Dipendenti che non escludono forme di protesta anche forti. “Il 30 marzo abbiamo in programma una riunione a Palermo e non escludiamo di occupare l’assessorato alle Attività produttive. Siamo qui da quasi 30 anni – concludono – e ancora non riusciamo ad avere alcuna certezza sul nostro futuro”.
“Domani ho in programma un incontro con i dirigenti dell’Irsap per capire cosa fare – fa sapere il commissario ad acta Maria Grazia Brandara -. Stiamo studiando un modo per impedire che i pignoramenti intacchino gli stipendi dei dipendenti. Nel frattempo l’assessorato sta lavorando per una soluzione che permetta di separare i debiti dell’Irsap dal suo patrimonio”.

