Con la riapertura della cantina Kaggio si chiude una storia durata 16 anni, iniziata quando l’immobile fu confiscato ai capimafia corleonesi Totò Riina e Bernardo Brusca, che lo usavano come copertura per riciclare denaro proveniente da attività illecite. Oggi la struttura, che è stata trasferita, dal Comune di Monreale, al consorzio “Sviluppo e Legalità”, diverrà un centro di sperimentazione delle uve del territorio. Quaranta giovani dell’associazione “Libera Arci Dalle Spine”, provenienti da tutta Italia che lavorano sulle terre confiscate hanno ripulito tutto l’interno e la parte esterna della Kaggio ed, infine, hanno ricevuto la cittadinanza onoraria da parte del sindaco di Corleone Nino Jannazzo. “Questo è un grande giorno – ha dichiarato Filippo Di Matteo – che ci ha consentito di riaprire un bene che servirà per creare sviluppo e legalità nel nostro territorio”.
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