PALERMO – Il comando provinciale della guardia di finanza stila un bilancio del 2013, in cui viene sottolineata una grande attività di controllo della spesa pubblica, in cui i dati raddoppiano rispetto allo scorso anno, con oltre 173 milioni di euro scoperti in quanto “illegittima percezione di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali”. Nell’ambito degli accertamenti svoLti su delega della Corte dei Conti, individuati sprechi che hanno provocato danni all’erario per 208 milioni di euro. Ammontano invece a 55 milioni di euro i beni sequestrati ai responsabili di truffe sui fondi pubblici.
Con oltre mille interventi nel settore fiscale, comprese trecento verifiche di contabilità nei riguardi di imprenditori e professionisti, la Guardia di finanza di Palermo nel 2013 ha scoperto un’evasione per oltre quattrocento milioni di euro complessivamente, di cui 360 milioni di ricavi non dichiarati e costi non deducibili e altri quarantasette milioni di Iva non versata. Il consuntivo, reso noto oggi, segna rispetto al 2012 un aumento del 32 per cento dell’Iva e di piu’ del 200 per cento dell’evasione internazionale, connessa a operazioni con l’estero. Individuati 155 soggetti completamente sconosciuti al fisco (evasori totali), tra i quali 20 sono imprese edili, 54 commerciali, 27 di servizi, 10 attività manifatturiere, 17 professionisti, 26 soggetti privati e un allevatore. Sono state denunciate per reati tributari 177 persone.
Ricco anche il capitolo delle confische e dei sequestri antimafia: 747 beni mobili e immobili, tra cui 87 aziende, per un valore di 400 mila euro, sono stati sequestrati o confiscati nell’ultimo anno. In materia di riciclaggio eseguiti 44 controlli, 25 denunciati e 44 sanzionati per violazioni amministrative. Sedici gli indagati per usura, tra cui 2 arrestati con il sequestro di oltre 20 milioni di euro. “La nostra attivitá – dice il generale Stefano Screpanti – ha coperto come ogni anno tutti i settori.
Prosegue anche la lotta contro i commercianti che non emettono scontrini, abbiano riscontrato il 46 per cento di irregolaritá. Abbiamo constatato l’efficacia dei nostri controlli, colpendo obiettivi di cui abbiamo certezza. In questa percentuale incidono molto gli ambulanti, irregolari per almeno l’ottanta per cento”.

