La mafia delle pompe di benzina | Impianto dissequestrato due volte

La mafia delle pompe di benzina | Impianto dissequestrato due volte

Foto di archivio

Non regge l'accusa che il dominus occulto del distributore sia il boss Cosimo Vernengo.

PALERMO – La mafia non c’entra con l’impianto Esso al civico 435 di via Messina Marine. Il distributore è stato dissequestrato per la seconda volta. Il titolare, Alessandro La Marca, rientra in possesso della sua attività su decisione del Tribunale del Riesame.

I fratelli Cosimo e Giorgio Vernengo avrebbero controllato diverse pompe di benzina attraverso una rete di prestanome, ma non quella di La Marca che si è difeso sostenendo di essere subentrato ad una precedente gestione, con la quale non avrebbe avuto alcuna connessione.

In un primo momento gli investigatori riscontrarono una continuità gestionale, chiarita dal nuovo titolare. Ed arrivò il primo dissequestro. Solo che successivamente emersero alcune conversazioni fra i Vernengo e il fratello di La Marca, che lavora come autotrasportatore, in cui si parlava di approvvigionamento di carburante.

Nulla a che vedere con l’impianto di Messina Marine. A meno che “in Italia non sia reato avere dei fratelli”, hanno sostenuto con un pizzico di ironia i legali di La Marca, gli avvocati Vincenzo Giambruno e Alessandro Martorana.

I giudici gli hanno dato ragione anche perché non sono emersi contatti o collegamenti fra il gestore dell’impianto e Cosimo Vernengo, boss di Corso dei Mille, di recente tornato in carcere.

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI