PALERMO – La denuncia è arrivata a 10 anni di distanza dalle presunte violenze sessuali subite dallo zio. Il suo racconto, però, non ha retto davanti al giudice per l’udienza preliminare Ivana Vassallo che ha assolto l’imputato, difeso dall’avvocato Emilio Chiarenza.
La procura di Palermo aveva chiesto una condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere per violenza sessuale.
Lo scorso febbraio i professori di una scuola superiore notano l’inquietudine di
una ragazza da poco maggiorenne. Durante un esercitazione è scoppiata in lacrime.
Dal suo racconto scaturisce una denuncia presentata alla polizia. Agli investigatori racconta che da bambina lo zio la toccava nelle parti intime mentre giocavano. Il contesto familiare e sociale è tutt’altro che degradato.
L’avvocato Chiarenza ha eseguito delle indagini difensive ascoltando una serie di persone, tra cui gli altri nipoti dell’imputato. Nessuno ha sollevato perplessità sul comportamento dello zio. Al contrario hanno escluso che potesse essersi macchiato di una colpa così grave.
Da qui la tesi che il racconto della ragazza potesse essere stato suggestionato in buona fede.

