CATANIA – La Sanità siciliana come la Formazione. Invocano l’intervento degli ispettori da Bruxelles i rappresentanti della Fenasp, la federazione che riunisce gli operatori privati della Sanità, che hanno presentato un esposto all’Olaf, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode, per chiedere una profonda ispezione sull’utilizzo dei fondi strutturali europei da parte della Regione in relazione alla spesa sanitaria in Sicilia e, nel specifico, relativamente al rapporto con i laboratori privati convenzionati e accreditati con la Regione. Nell’esposto, predisposto dal penalista catanese, Antonio Fiumefreddo, si denuncia infatti “la spoliazione del sistema sanitario convenzionato in Sicilia ad opera dei diversi governi che si sono succeduti” e, contestualmente, si chiede l’intervento degli ispettori europei per accertare un’eventuale “malversazione dei fondi strutturali europei”.
“Dopo esserci rivolti per conto della Fenasp a tutte le nove Procure siciliane – affermano i membri della federazione siciliana – abbiamo presentato un esposto a Bruxelles, attraverso il quale chiediamo un’ispezione sull’uso dei fondi sanitari da parte della regione Sicilia. Riteniamo infatti – proseguono. – che solo in questo modo si possa modificare l’attuale situazione che sta penalizzando i laboratori accreditati e, di conseguenza, l’utenza, l’anello debole della catena”. Un’iniziativa che segue le denunce di anni da parte degli operatori privati che hanno rassegnato una situazione “insostenibile”, legata alla Sanità, in particolare ai laboratori per i quali, per quanto riguarda il sistema di accreditamento, non sembra siano seguite regole univoche, con la conseguente stortura dell’intero sistema. “Per questo ci rivolgiamo all’Europa – proseguono – affinché gli ispettori verifichino le procedure e, come già avvenuto in ambito la Formazione professionale, revochino le autorizzazioni a chi non ha i requisiti”.
L’esempio portato dalla Fenasp è quella che nell’esposto viene definita “la reiterata violazione da parte delle strutture dei laboratori di analisi in relazione alla partecipazione obbligatoria delle strutture in questione ai Programmi per la Qualità dei Laboratori (VEQ)”. “La Regione riesce a violare perfino le proprie linee guida – continuano: ad esempio, per quanto riguarda la VEQ, la verifica esterna di qualità, l’assessorato la richiede ma poi accredita anche strutture cioè non c’è l’hanno”. Un sistema che, di fatto, discriminerebbe il diritto alla salute dei cittadini, garantito dalla Costituzione. Già, perché non si tratta solo di accreditamenti e di verifica dei requisiti.
Secondo la Fenasp, i problemi sarebbero legati anche al budget messo a disposizione dalla Regione nei confronti delle strutture private, che non consentirebbe la possibilità di garantire le prestazioni. “Ci costringono a essere inefficienti i perché non ci consentono di erogare prestazioni oltre il budget che ci concedono – aggiungono i rappresentanti della federazione- e la sensazione è che la macchina burocratica della Sanità sia sempre nelle stese mani con smantellamento sistematico della rete dei laboratori, un presidio, sul territorio, a tutela della salute, fondamentale per le diagnosi e pèer la profilassi. Rappresentiamo un presidio insostituibile – proseguono – che, in questo momento, non riesce a dare le risposte. Smantellare questa rete di laboratori significa in qualche modo vulnerare il diritto alla salute dei siciliani”.
Prima ancora che una battaglia di categoria, dunque, quella avviata dai rappresentanti della sanità privata è un richiamo alla costituzione, alla tutela della salute come diritto fondamentale. “Tutto questo – denunciano ancora .- sta avvenendo non mettendo in piedi un sistema alternativo. Insomma, si smantella una rete privata convenzionata, per non consegnarla a nessuno”. Per questo invocano gli ispettori, perché nela sanità si proceda come per la Formazione. “È quello che chiediamo per la sanità – concludono – che mandino gli ispettori a controllare la spesa per la sanità e per i laboratori, che si controllino i bilanci e si verifichi se la spesa é malversata. Chi non ha niente da temere ci sostenga”.

