PALERMO – “C’è un oggettivo turbamento per il fatto in sé, è cioè che il Capo dello Stato è chiamato come testimone in un processo di mafia”. Lo ha detto Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, intervenendo alla presentazione del libro “La verità del pentito”. “Cosa accadrà lo sapremo il 28 – ha affermato – ma penso che il Capo dello Stato ne uscirà a testa alta dal punto di vista istituzionale e personale”. “Quale sarà il contenuto probatorio delle sue dichiarazioni – ha aggiunto – lo valuterà la Corte d’Assise di Palermo”. “Le regole sono state rispettate grazie alla Corte d’Assise che ha ammesso a testimoniare il Capo dello Stato – ha concluso – però con garanzie e condizioni che in qualche modo ne tutelano l’immagine”.
Le regole sono state rispettate grazie alla Corte d'Assise che ha ammesso a testimoniare il Capo dello Stato, però con garanzie e condizioni che in qualche modo ne tutelano l'immagine".
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