Laboratori d'analisi: | si riavvicina la serrata

Laboratori d’analisi: | si riavvicina la serrata

Dopo il decreto Borsellino che cambia il tariffario, le associazioni di categoria sono sul piede di guerra: "Così non possiamo andare avanti, non possiamo erogare i servizi". A Caltanissetta gli stati generali per decidere sullo sciopero che dovrebbe partire l'1 giugno.

PALERMO – Non c’è pace nel settore dei centri di analisi e di tutta l’ospedalità privata convenzionata. Ad avvicinarsi è una nuova serrata, che dal primo giugno rischia di togliere i servizi a disposizione dei cittadini in tutta la regione. All’orizzonte un nuovo sciopero, che potrebbe iniziare già dall’inizio del prossimo mese. In discussione l’abbassamento dei rimborsi che la Regione erogherà alle strutture, che dovrebbero scendere di una percentuale variabile tra il 30 ed il 40 per cento.

“A queste condizioni nessuna azienda sanitaria può andare avanti, i servizi che eroghiamo ci costano più di quanto sono rimborsati”. A parlare è Felice Merotto, presidente della Federazione nazionale aziende private. Ad essere riscritto è tutto il tariffario per gli interventi in regime di ricovero nelle case di cura, per gli esami specialistici e per la dialisi. A definirlo sono tre decreti firmati da Lucia Borsellino, che non fanno altro che recepire la normativa nazionale del ministro Balduzzi. I due ambiti più penalizzati sono proprio quelli dei laboratori di analisi e della radiologia. Sono dunque sul piede di guerra le associazioni datoriali ed i sindacati di categoria. “Quando abbiamo accettato di interrompere lo sciopero nelle scorse settimane era perché c’era una trattativa – precisa il presidente della Federbiologi Sicilia Pietro Miraglia – ma siamo stati presi in giro dall’assessorato. Il comportamento dello stesso assessore e del dirigente generale è stato scorretto, perché il decreto è stato emanato prima del tavolo ed è stato fatto partire il primo giugno”.

I rappresentati delle strutture private convenzionate chiedono di ridiscutere la riduzione delle tariffe. “In tutto questo hanno anche deciso un’ulteriore ritenuta sui compensi dovuti nel mese di maggio – afferma Felice Merotto – noi intanto con i pagamenti siamo fermi a febbraio. L’assessorato dimostra irresponsabilità amministrativa e poca conoscenza del settore. Questa logica imposta non ci consente di andare avanti”. La Federbiologi è intanto pronta a mettersi di traverso: “Se non cambia la situazione – dice Miraglia – dal primo giugno faremo solo le urgenze ed erogheremo solo le prestazioni a pagamento. L’augurio è quello che l’assessore Borsellino nel frattempo cambi idea”.

Ci sono poi casi specifici, come quello di Maria Serra, proprietaria di un piccolo laboratorio di analisi sulle Madonie. “Serviamo il territorio di Caltavuturo, Sclafani Bagni e Scillato – sostiene – dove vivono soprattutto anziani. Ogni mese esauriamo il nostro budget intorno a giorno 15: l’altro giorno per esempio sono stata costretta a mandare a casa un signore di 100 anni perché non potevo fargli le analisi. Se la posizione dell’assessore non cambierà noi chiuderemo ed i servizi per i cittadini diventeranno molto più complicati, perché aumenteranno le liste di attesa”.

Da piazza Ottavio Ziino fanno sapere che “si sta lavorando ad una soluzione condivisa”. Ad essere impegnati in prima persona sono il dirigente generale Salvatore Sammartano e la stessa Lucia Borsellino. “L’obiettivo è trovare una soluzione che sia tecnicamente compatibile, in modo che i laboratori non debbano erogare servizi in perdita”, fanno sapere dallo staff dell’assessore. Intanto le lancette girano, una soluzione andrà trovata prima del 1 giugno quando si preannuncia la serrata.


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