L'aggressione al barista acese: la requisitoria del pg

L’aggressione al barista acese: la requisitoria del pg

Il reato contestato ai due poliziotti sarebbe estinto per avvenuta prescrizione.
CORTE D'APPELLO
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CATANIA – “Dichiararsi che il fatto sussiste, e che tuttavia, a fronte della dichiarata responsabilità, il reato di lesioni aggravate commesso nel 2012, deve considerarsi estinto per prescrizione fatte salve le statuizioni civili”, è stata questa la richiesta avanzata alla Corte d’Appello di Catania dal pg Antonio Nicastro al termine della requisitoria che apre il rush finale del processo di secondo grado a carico degli agenti della polizia di Stato Giovanni Brischetto e Aurelio Paratore accusati di lesioni nei confronti di Paolo Rino Torre titolare di un bar pasticceria ad Acireale, assistito dall’avvocato Giuseppe Lipera. Gli imputati in primo grado erano stati assolti ma la procura generale aveva impugnato la sentenza. 

La vicenda è frutto di un errore, la cassiera del bar “Gran Caffè Torre” di Acireale aveva fatto pagare al poliziotto Rosario Rapisarda 20 centesimi di euro in più un caffè. Una svista immediatamente corretta con un nuovo scontrino e la restituzione dei 20 centesimi. Ma Rapisarda dopo è tornato nel bar qualificandosi come poliziotto e chiedendo a Torre i documenti. Al rifiuto del barista l’agente ha chiamato i colleghi denunciando ingiurie e un’aggressione (accuse da cui è stato assolto con formula piena in primo grado, ndr). Quelle fasi sono state anche filmate da alcune telecamere: i video sono finiti negli atti del processo. I poliziotti hanno portato Torre nel commissariato di Acireale dove è stato picchiato con pugni e calci. Il poliziotto Rosario Rapisarda è stato condannato in primo grado. Ma l’inchiesta è stata complicata perché la Procura Generale ha avocato a sé le indagini vista l’istanza di archiviazione avanzata dalla procura. 

Il processo d’appello continuerà con le discussioni di parte civile e della difesa. E poi ci sarà l’atteso verdetto.

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