Intimidazioni al Policlinico| La Rocca: "Una guerra solitaria" - Live Sicilia

Intimidazioni al Policlinico| La Rocca: “Una guerra solitaria”

Mario La Rocca e un frame del video dell'aggressione

Dopo gli arresti di Marco Tuzzolino e Dario Anzalone della Euroservices srl, parla l'ex direttore generale del Policlinico che fece partire l'inchiesta sulle inadempienze della ditta di pulizie calabrese a cui fu sospeso il contratto.

Palermo, il caso
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PALERMO – Un inferno iniziato nel 2009, anno del suo insediamento presso il Policlinico universitario del capoluogo siciliano. Una “guerra”, come la definisce Mario La Rocca, ex direttore generale della struttura ospedaliera, iniziata quasi subito “con strascichi che perdurano ancora”. Gli arresti di Marco Tuzzolino, referente in Sicilia per la ditta calabrese di pulizie “Euroservices srl” e di Dario Anzalone uno dei dipendenti dell’azienda di Lamezia Terme, accusati di interruzione di pubblico servizio ed estorsione, sono soltanto uno degli aspetti che l’ex manager della struttura sanitaria affronta.

“Si è trattato di un percorso duro, complesso, che si è snodato tra pesanti pressioni psicologiche, intimidazioni ed anche alcune delusioni”, dice. Anzitutto, sono deluso da chi mi ha lasciato da solo. Come ho già detto, il mio atteggiamento è sempre stato frutto della correttezza con cui sono abituato a lavorare, che dovrebbe essere la normalità. A Palermo, invece, tutto questo era diventato un’eccezione”.

“Per ciò che concerne la vicenda del servizio di pulizia – precisa La Rocca – erano emerse troppe irregolarità e non era rimasto altro da fare che accertare tutte le inadempienze che erano già evidenti e denunciare gli illeciti che via via andavano emergendo. L’ho fatto subito dopo che mi sono reso conto che era impossibile andare avanti. D’altronde si cominciava a sussurrare anche delle pressioni subite dai dipendenti per cambiare sindacato. Dalla Fisascat Cisl venivano costretti a passare ad Asia per essere meglio controllati, mentre i servizi di pulizia non effettuati mettevano nel frattempo a rischio diversi reparti dell’ospedale”.

Ma in base a quanto racconta l’ex manager del Policlinico, c’erano già stati dei precedenti. “Anche prima della aggressione in aula Ascoli da parte dei dipendenti dell’Euroservices più volte era già stato necessario ricorrere all’intervento delle forze dell’ordine di fronte alla pressione coercitiva di soggetti che a vario titolo pretendevano di estorcere all’azienda provvedimenti a loro favore”, spiega.

“Si erano verificate le proteste dei portieri del bacino Asu – sottolinea – che pretendevano un rinnovo quinquennale dei contratti in carenza di previsione normative”. La Rocca  ricorda anche un altro assalto ai locali della direzione generale da parte degli degli addetti alla pulizia: “un giorno mi aspettarono lungo il viale principale dell’ospedale costringendomi ad abbandonare gli uffici”. Una situazione, quella trovata dalla data del suo insediamento tesa quindi per la presenza di numerose questioni sindacali irrisolte da anni, e non soltanto per l’atmosfera creata dai dipendenti dell’Euroservices srl, che per scongiurare la rescissione del contratto avrebbero dato vita ad una serie di attacchi e intimidazioni al culmine delle quali fu anche appiccato un incendio ad un container.

“Subito dopo l’aggressione fisica – prosegue La Rocca – ricevetti la vicinanza dell’Ateneo nella persona del rettore Roberto Lagalla. In quei giorni, mi furono solidali anche Addiopizzo e i sindacati Cisl, CGIL e lo Snals, ma non la Uil che diffuse un comunicato stampa contro le sigle sindacali che mostrarono il sostegno nei miei confronti. In realtà si aggiunse al ristretto coro della solidarietà anche l’ex assessore alla Sanità Massimo Russo, ma in concreto mi fece mancare l’appoggio di cui ritengo avessi diritto alla luce della correttezza ed efficacia della mia azione amministrativa, provvedendo anzi a commissionare all’Agenas una valutazione dei manager attraverso una procedura anomala e non prevista dalla legge almeno non nelle modalità in cui fu svolta.  Procedimento valutativo grazie al quale ebbe la possibilità di bollare con marchio di incapacità i manager a lui non graditi tra cui il sottoscritto. La valutazione negativa intervenne nonostante l’impegno profuso nel cercare di migliorare le condizioni dell’ospedale strutturalmente obsoleto , a partire dal reparto di Oncologia”.

“Nonostante i problemi – spiega – ho continuato a cercare rendere la struttura più fruibile ai pazienti, che al momento del mio insediamento erano costretti ad effettuare la chemioterapia negli scantinati. Il reparto fu realizzato da zero e fu presentato dall’assessorato come esempio di eccellenza  al forum nazionale della sanità di Arezzo per la sua efficienza e qualità. Nel frattempo – sottolinea – ero anche riuscito a limitare gli sprechi nel settore delle analisi diagnostiche riducendo il numero dei laboratori da trentacinque a cinque, creandone poi uno centralizzato dedicato alla ricerca avanzata. Dal punto di vista amministrativo ricordo di avere posto le basi per una vicenda che solo adesso si sta concludendo con una transazione tra l’azienda e l’Ateneo, relativa ad un credito di quasi 45 milioni finalmente riconosciuto al Policlinico. Per non parlare della gestione del personale, settore in cui furono stabilizzati in quegli anni circa 270 infermieri professionali e furono poste le basi per la corretta gestione delle graduatorie del personale a tempo determinato. Fu messo anche ordine nel settore dell’intramoenia”.

L’ex dg del Policlinico si sofferma poi su quello che definisce il “fiore all’occhiello” di quegli anni. “Si tratta della riapertura del  reparto di Cardiochirurgia, avvenuta dopo la sua chiusura dovuta alla rescissione del contratto di Global service con una ditta che in cambio di 40 milioni di euro avrebbe dovuto consentire per 7 anni la perfetta funzionalità del reparto e che puntava esclusivamente al proprio profitto a scapito dei livelli minimi di resa del servizio”.

“Insomma – precisa – mi aspettavo un diverso riconoscimento del lavoro svolto, ma sono comunque assolutamente soddisfatto del lavoro svolto e tornando indietro prenderei le stesse decisioni, anche quelle più scomode. Mi rendo conto – conclude – che queste scelte hanno penalizzato la mia carriera, ma non la mia autostima e la considerazione delle tante persone serie con cui ho proficuamente lavorato in quegli anni”.

Aggiornamento. “Quando Uil Sicilia è stata informata dal dottor la Rocca del comunicato e del suo contenuto – spiegano dal sindacato – e di altri atti non in linea con la nostra politica, ha chiesto ed ottenuto la sospensione del delegato dalla Uil di categoria”.

“Siamo contenti che sia stata fatta chiarezza sulla vicenda dei lavoratori del policlinico che avrebbero cambiato sindacato dietro pressioni e minacce. La Uiltucs è risultata estranea a questi episodi e a precisarlo è stata la questura e lo stesso ex manager La Rocca, con cui c’è rispetto reciproco”: lo afferma la segreteria regionale della Uiltucs Sicilia. “Come abbiamo ribadito – dice il sindacato – ci siamo sempre schierato dalla parte dei lavoratori senza mai mostrare compiacenza. Con La Rocca abbiamo avuto modo di discute serenamente in diversi incontri sulle vertenza che riguardarono la vigilanza privata e il portierato”.


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