Il vertice di maggioranza annunciato da Raffaele Lombardo non sembra esserci stato. Ci sono state, invece, alcune riunioni in cui il governatore si è confrontato con i vertici del Terzo Polo isolano, in attesa dell’incontro romano.
Palazzo d’Orleans, martedì notte. In prima serata viene congedata buona parte dei regionali in servizio. Secondo qualcuno, si tratterebbe di una mossa per allontanare orecchie indiscrete. Fatto sta che Raffaele Lombardo ha voluto parlare coi suoi da solo, a quattr’occhi. Niente vertice, si diceva, ma un incontro coi deputati dell’Mpa.
“E’ stato un incontro più che altro organizzativo – rivela Francesco Musotto, capogruppo del Movimento per le Autonomie all’Assemblea Regionale Siciliana – in vista della due giorni di fine giugno (il 25 e 26, per l’esattezza, quando Lombardo presenterà il suo nuovo movimento politico, ndr). Abbiamo affrontato soprattutto i nodi organizzativi” conferma Musotto. Ma si è molto parlato anche del caso Bagheria, che lo stesso presidente degli autonomisti all’Ars definisce “didascalico, da manuale. Ci siamo scontrati contro i poteri forti. E abbiamo vinto”. Il ‘caso Bagheria’ è stata una prova generale di quello che potrebbe avvenire anche a Palermo? “Assolutamente sì – replica Musotto – Bagheria è il maggiore Comune della provincia di Palermo, lì, come altrove, ha funzionato. Segno che l’intuizione avuta da Lombardo, che a molti sembrava una follia, invece funziona. La gente vuole darci fiducia”.
E’ dello stesso avviso anche Giulia Adamo, capogruppo dell’Udc di Casini, convocata insieme al capogruppo di Futuro e Libertà, Livio Marrocco, dopo il vertice dell’Mpa. “Il presidente ha voluto incontrarci insieme ai deputati dei nostri gruppi”. Stando al racconto di Giulia Adamo, si sarebbe trattato di una riunione che, da una parte, ha guardato all’analisi del voto – con particolare attenzione al risultato bagherese – e dall’altra, un incontro programmatico di governo.
Anche la Adamo si dice soddisfatta del risultato bagherese, considerato ormai una sorta di ‘prova generale’ di quanto potrebbe accadere a Palermo. Ma sembra anche scettica sul protrarsi dell’alleanza col Pd. “A ben guardare – dice – molti di noi che lavoriamo al progetto della nuova Udc siamo cattolici moderati che considerano indifendibile la posizione del premier. Gente molto spesso fuoriuscita dal Pdl, proprio per il grande imbarazzo provato nel rappresentare qualcuno i cui valori non sono risultati aderire ai nostri”. Insomma l’alleanza col Pd non avrebbe altro obiettivo comune se non la caduta della leadership berlusconiana “a tutti i livelli – aggiunge Adamo – c’è un vento nuovo che attraversa tutta l’Italia e che sta arrivando anche qui in Sicilia. E di certo non ci troverà impreparati”.
Governo politico in vista? “Nient’affatto – conclude il capogruppo dell’Udc – siamo lontani da quell’idea. Intanto bisogna pensare al programma, alle riforme, al sopperimento, insomma, di quanto è stato stralciato in una Finanziaria troppo tecnica, che non ha lasciato spazio alla politica”.
E di governo politico, infine, parla anche Antonello Cracolici, capogruppo del Pd, unico partito della maggioranza di governo a non essere stato convocato a Palazzo d’Orleans nella notte di martedì. “Del governo politico il Pd discuterà domenica – dice Cracolici – in occasione dell’Assemblea del partito”. Proprio in vista della conclave del partito, dai vertici democratici non viene aggiunta nessuna previsione. Dunque bisognerà aspettare prima domenica, poi la convention lambardiana di fine mese, per avere chiari alcuni degli scenari con cui i big isolani potrebbero ripresentarsi alla prossima tornata elettorale.
