Torturato e ucciso davanti agli occhi della moglie. Il corpo abbandonato nel salotto di casa con la parola “war” (guerra) incisa a sangue, con un coltello, sull’addome. Anche la donna fu uccisa, nella camera da letto, con una federa in testa. Le due vittime furono ritrovate il giorno dopo dai figli. L’uomo, Pasqualino “Leno” La Bianca, nato a Los Angeles, ma di padre siciliano, è stato una delle vittime del serial killer Charles Manson.
“Leno era figlio di Antonio La Bianca, nato nel 1894 nelle frazione Canneto del Comune di Lipari, in provincia di Messina. Antonio giunse a Ellis Island alla ricerca del “sogno americano”, nel 1911 e si dedicò al commercio di generi alimentari. La sua azienda, alla fine, divenne la seconda azienda del settore all’ingrosso della California”, racconta Geremia Mancini, presidente onorario dell’associazione “Ambasciatori della fame” .
Leno e sua moglie Rosemary furono ferocemente assassinati da Manson e i suoi uomini nella propria abitazione il 10 agosto del 1969. Nelle prime ore del mattino, racconta Wikipedia, Manson e i membri della sua “family” penetrarono nella casa dei La Bianca. Manson e Charles “Tex” Watson, suo complice, svegliarono Leno La Bianca, assopito sul divano in salotto, puntandogli una pistola in volto. Gli dissero che volevano solo derubarlo e, dopo avergli legato le mani, gli chiesero se ci fosse qualcun altro in casa. Lui disse che la moglie, Rosemary, era in camera da letto. Manson andò nella camera e svegliò Rosemary. La condusse in salotto dove Watson sorvegliava Leno. Manson e Watson spiegarono ancora una volta alla coppia che non avrebbero fatto loro del male ma che li avrebbero solo rapinati. Dopo aver preso tutti i contanti che c’erano in casa, Manson ordinò a Watson di riportare Rosemary in camera da letto dove Watson mise una federa sulla testa di lei e gliela legò al collo con il filo della lampada del comodino. Lui le disse di restare calma e di rimanere in camera. Watson ritornò in salotto e quindi Manson lasciò la casa. In pochi minuti, Leslie Van Houten e Patricia Krenwinkel, i membri della “family”, raggiunsero Watson in casa e fu il massacro.
Alle pareti lasciarono dei messaggi scritti col sangue: “Death to pigs” (morte ai porci), “Rise” (insorgete) e “Helter Skelter” sul frigo, il nome della “guerra apocalittica” lanciata da Manson che lui credeva sarebbe scaturita dalle tensioni e dai disordini razziali tra bianchi e neri.
Quando i figli il giorno dopo entrarono in casa, preoccupati per il fatto che i genitori non rispondessero e non aprissero la porta, in salotto trovarono Leno, legato, picchiato e pugnalato a morte. Immediatamente lasciarono la casa e chiamarono la polizia dalla casa di un vicino. Gli agenti arrivarono sul posto e trovarono anche il cadavere di Rosemary LaBianca, anch’essa colpita a morte, nella camera da letto principale.

