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Il voto a Palermo, Orlando: “Caso Cuffaro-Dell’Utri inquietante”

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14 Maggio 2022, 20:35

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PALERMO – L’occasione è un convegno organizzato dall’Ordine degli psicologi di Sicilia sul contributo della psicologia nel contrasto alla mafia. Leoluca Orlando è chiamato a formulare i suoi saluti istituzionali ma a evento inoltrato, dopo una sollecitazione dell’ex magistrato Gioacchino Natoli sull’ormai famosa polemica che si innescò con Giovanni Falcone sulle “carte nei cassetti” riguardanti Salvo Lima, il sindaco di Palermo coglie la palla al balzo e dice la sua sul ruolo di Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri nel gioco delle candidature alle Comunali che ha portato il vessillo del centrodestra nelle mani di Roberto Lagalla.

“Cosa nostra si sente rassicurata”

“La mafia in questa vicenda non c’entra – è la premessa – ma se modifichi le regole del gioco, è evidente che hai prestato il fianco alla mafia che in questo momento si sente rassicurata”. Orlando, che si inserisce nel solco di quanto già detto da Alfredo Morvillo e Maria Falcone, poi argomenta: “Cosa nostra non c’entra ma non accetto che Cuffaro e Dell’Utri, che non hanno un ruolo politico perché non possono averlo, scelgano il candidato sindaco di Palermo e che di fronte a loro Salvini, Meloni e Miccichè siano tre comparse”.

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“Vicenda devastante”

Il sindaco di Palermo poi piazza la stoccata: “Tutto questo è devastante e a destabilizzare non sono le loro condanne per mafia, ma il fatto che abbiano costretto Meloni, Salvini e Miccichè a ritirare i loro candidati con i manifesti già in piazza”. Per Orlando “tutto questo è inquietante” e “questo messaggio sarà utilizzato dalla mafia non prima, ma dopo”.

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14 Maggio 2022, 20:35

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