L'Huffington demolisce Alfano: | Minniti ministro da Paese normale

L’Huffington demolisce Alfano: | Minniti ministro da Paese normale

Per il giornale di Lucia Annunziata al Viminale è cambiato tutto. In meglio.

Il quotidiano all'attacco
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PALERMO – “Finalmente un ministro da paese normale”. L’Huffington post non usa troppi di giri di parole, non la “prende larga”. Il ministro normale è Marco Minniti, nuovo titolare del Viminale. Ma quel “finalmente” rimanda a un altro nome. Chiaramente citato poche righe più in basso. È quello di Angelino Alfano, il “ministro assente”.

Nell’articolo del quotidiano diretto da Lucia Annunziata ecco un impietoso confronto tra il nuovo ministro e il leader del Nuovo centrodestra, “promosso” agli Esteri dopo la crisi del governo Renzi. Un governo che avrebbe sottovalutato e gestito in modo fallimentare tutta la questione relativa all’immigrazione. Allora, racconta il giornale, c’era Renzi impegnato nelle “visite a Lampedusa, a favor di telecamera dopo l’Oscar a Fuocoammare”. Ma soprattutto c’era “Angelino Alfano, ministro assente, che per anni – si legge – ha di fatto delegato tutta l’attività del Viminale al suo capo di gabinetto per dedicarsi alla sua attività di leader politico. Proprio durante il cambio di governo, da Renzi a Gentiloni, – prosegue l’articolo – sono arrivate ai vertici istituzionali parecchie telefonate da parte di sindaci, ma anche di pezzi di apparati per chiedere un vero ministro al Viminale in grado di mettere testa, impegno e professionalità in un ministero cruciale: ‘Basta parlare col personale o con i corpi di polizia – rivelano fonti dei sindacati di polizia – per avvertire il senso di abbandono e l’irritazione verso Alfano. Il Viminale è stato in questi anni di fatto abbandonato. Col caso Shalabayeva poi il rapporto di fiducia si è rotto’.

Insomma, con Minniti sarebbe cambiato tutto. Lo rivelano all’Huffington le stesse fonti sindacali della polizia: “ “Il nuovo ministro – si legge – ha massima sintonia col capo della polizia Gabrielli, con la Digos, con i Servizi. Ed gli viene riconosciuta competenza”. Perché il giovane Marco, sin dai tempi di Botteghe Oscure dove arrivò alla guida dell’organizzazione, sa bene che il primo nemico da battere è la rivalità tra i corpi dello Stato. È cambiato tutto, insomma. Al Viminale non c’è più Angelino, il “ministro-assente”, ma c’è Minniti, un ministro da paese normale.

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