L'impero criminale dei Nizza |La conquista del fortino della droga

L’impero criminale dei Nizza |La conquista del fortino della droga

Nel 2009, dopo l'azzeramento dei vertici del clan Cappello, i Nizza hanno conquistato le piazze di spaccio di San Cristoforo e sono diventati uno dei gruppi più potenti della cosca Santapaola. Con la latitanza del boss Andrea e i duri colpi inferti dagli investigatori, gli assetti criminali sono cambiati.

CATANIA – Con i Cappello in galera, i Nizza nel 2009 presero possesso delle piazze di spaccio di Sebastiano Lo Giudice a San Cristoforo diventando in poco tempo il gruppo più potente e forte della cosca Santapaola. Non passarono nemmeno 24 ore dall’arresto del boss dei Carateddi, frangia armata dei Cappello, che Fabrizio e Daniele Nizza ordinarono ai soldati dei Santapaola di mandare a dire che ormai a San Cristoforo i nuovi capi erano loro. “La notte stessa dell’arresto del Lo Giudice – si legge nei verbali del collaboratore Golfredo Di Maggio –  i fratelli Nizza con le armi si impossessarono di via Villascabrosa, via Stella Polare, via Playa e tondicello della playa, insomma di tutte le piazze di spaccio che erano molto remunerative”. La strategia criminale dei due uomini d’onore di Cosa nostra, in alcune zone, non incluse il cambio della manovalanza, fu “imposto” però il cambio di vertice e di riferimento mafioso. Spacciatori (anche indipendenti) che per “operare” dovevano avere il placet dei Nizza. E con gli “stranieri” di Librino, in quel momento storico, dopo 10 anni di militanza nel clan Mazzei migra anche Golfredo Di Maggio, spacciatore “professionista” e profondo conoscitore del quartiere e degli equilibri criminali. Bagaglio di conoscenze quello di Di Maggio, che diventando collaboratore di giustizia, rappresenta un importante input investigativo per la Procura di Catania.

Il quartier generale dello spaccio a San Cristoforo gestito dai fratelli Nizza è via Villascabrosa e le strade limitrofe. In quel dedalo di viuzze attorno al Tondicello della Playa. L’inchiesta Stella Polare (dal nome della via) porta alla luce proprio la conquista del mercato dello spaccio a San Cristoforo dopo la decapitazione del clan Cappello. Ad affiancare Daniele Nizza nella reggenza del quartiere è Rosario Lombardo (Saru U Russu). Per dare una percezione del giro di soldi che il gruppo “maneggiava” basta citare alcune cifre emerse dal processo scaturito dalle indagini dei Carabinieri: un milione di euro di stupefacenti acquistati al mese che venivano rivenduti nelle piazze di spaccio da diversi affiliati: ciascuno di loro avrebbe versato circa 300 mila euro al mese. A foraggiare la cassa dei Nizza, prima del suo arresto, era stato anche  Sebastiano Lo Giudice che acquistava la marijuana. Infatti, quando dal carcere Ianu U Carateddu ha saputo  che i suoi “punti di vendita della droga” erano passati nelle mani dei fratelli di Librino ha deciso di vendicare lo “sgarro subito” e ha inviato l’ordine di uccidere Giuseppe Privitera, detto Ricciolino, quello che gestiva per conto dei Nizza lo spaccio al Tondicello della Playa.

Una pagina della storia criminale del popoloso rione “raccontata” anche da molti pentiti: primo tra tutti Santo La Causa, “padrino” di Fabrizio Nizza ed entrato nel programma dei collaboratori di giustizia da meno di un anno. I fratelli scalano la gerarchia di Cosa nostra catanese dopo l’omicidio di Angelo Santapaola e del suo guardaspalle Nicola Sedici: ai vertici si decide che una parte degli affari che gestivano i due boss ammazzati dovevano passare al controllo dei trafficanti di Librino. E in pochi anni arriva il potere “monopolistico” sullo spaccio di “marijuana”, acquisito anche dai canali fiduciari con i fornitori di “fumo” albanesi.

Una scalata quella dei Nizza che ha fatto storcere il muso a una parte della cupola catanese, quella dei Mirabile (fedelissimi di Nino Santapaola). Il Ros nel 2012 riescono a evitare una guerra intestina grazie al blitz Efesto. Dal carcere i fratelli Mirabile avevano ordinato delitti eccellenti, anche tra le file dei Nizza. Il cognome di Daniele Nizza – emergeva dalle intercettazioni –  era pronunciato espressamente da Francesco Mirabile, che lo definiva “U babbaleccu”.

Il potere dei Nizza viene stroncato dalle operazioni di polizia giudiziaria: Efesto è solo l’inizio. Fino a oggi si sono susseguite molte inchieste che hanno inferto duri colpi al gruppo santapaoliano ormai sventrato, anche del suo potere di fuoco. Il nuovo capo è Andrea Nizza, criminale spietato e senza scrupoli, che è riuscito a sfuggire alla cattura e dallo scorso dicembre è diventato il ricercato numero 1 di Catania. Il giovane rampollo della famiglia di trafficanti ha costruito la sua roccaforte a Librino dove incute paura e terrore. A San Cristoforo, fino al suo arresto (avvenuto a gennaio), operava Franco Macrì. Ma le dichiarazioni di alcuni neo collaboratori di giustizia fanno pensare che a imporre le direttive potrebbe esserci ancora l’ex braccio destro di Daniele Nizza, Rosario Lombardo. A casa del boss, ai domiciliari per motivi di salute, fino ai primi mesi del 2015 – secondo il racconto di alcuni pentiti ed ex soldati dei Nizza, ci sarebbero stati dei summit.


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