PALERMO – “Servono commenti?”. E’ la prima reazione all’intercettazione pubblicata dal settimanale l’Espresso, in cui il chirurgo Matteo Tutino parla con il governatore Crocetta dell’allora assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino (“va fatta fuori, come il padre”, avrebbe detto Tutino a Crocetta), e arriva dal deputato del centrodestra Nello Musumeci. L’ex presidente della Provincia di Catania, sconfitto da Crocetta alle ultime Regionali, si limita a postare il link dell’articolo che riguarda l’intercettazione con il suo laconico “servono commenti?”.
“Le parole ma anche i silenzi che emergono dalle intercettazioni e che coinvolgono la sua persona e un martire della Repubblica come Paolo Borsellino sono gravi, inaccettabili e provocano ribrezzo”. Lo dice il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, parlando di “responsabilità politica” di Crocetta: “Chiarisca, anche se il tutto appare purtroppo abbastanza chiaro”. Esprimo a nome di tutto il PD – si legge nella dichiarazione di Guerini – la nostra vicinanza e la nostra amicizia a Lucia Borsellino. Le parole ma anche i silenzi che emergono dalle intercettazioni e che coinvolgono la sua persona e un martire della Repubblica come Paolo Borsellino sono gravi, inaccettabili e provocano ribrezzo. Al netto dei rilievi giudiziari, la vicenda non può non coinvolgere la responsabilità politica a partire da quella del presidente della regione Sicilia. Chiediamo che Crocetta chiarisca, anche se il tutto – conclude il vicesegretario dem — appare purtroppo abbastanza chiaro”.
“Esprimo tutta la mia vicinanza e la mia piena solidarietà a Lucia Borsellino. Non si possono tollerare né le parole disgustose nei suoi confronti né i silenzi che sono emersi dalle intercettazioni rese note oggi dal settimanale L’Espresso. Crocetta chiarisca subito la sua posizione: non si può andare avanti con un’onta così grande. La mia candidatura era stata dettata da una scelta di campo, legata, come quella di Lucia, alla volontà di realizzare un vero cambiamento in Sicilia. Oggi provo un senso di scollamento etico nei confronti di una vicenda che umilia i siciliani”. Lo afferma il deputato Pd Mariella Maggio.
Caustico il presidente della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana, Giampiero Trizzino, che postando la notizia scrive una sola parola carica di ironia: “L’Antimafia”. “Miserabile la frase di Tutino su Paolo Borsellino. Ancor più miserabile il silenzio del suo amico Crocetta. Il modo più degno di ricordare oggi il sacrificio di Borsellino sarebbe quello di cacciare via il presidente della Sicilia per manifesta, recidiva indegnità”. Lo ha affermato in una dichiarazione il vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia Claudio Fava.
“Crocetta deve dimettersi immediatamente e allontanarsi il più possibile dalla Sicilia, in modo da non poter più arrecare danni all’Isola come fa da quasi tre anni a questa parte. E le conversazioni con il medico Matteo Tutino, in cui pare di ascoltare il commando stragista di via D’Amelio, sono la pietra tombale sulla sua esperienza amministrativa”. Così deputati e senatori del MoVimento 5 Stelle a proposito di quanto emerge dalle intercettazioni dell’inchiesta che ha portato all’arresto del primario dell’ospedale palermitano Villa Sofia. “Finalmente è caduto, nel peggiore dei modi, il velo di ipocrisia su cui Crocetta, sedicente crociato dell’antimafia, ha poggiato tutta la sua carriera politica. Ora può fare solo una cosa per ridare un minimo di dignità all’istituzione che rappresenta: dimettersi e prendersi una lunga vacanza, in modo da far dimenticare questo incubo in cui i siciliani si ritrovano da quando è diventato presidente della Regione siciliana” concludono i parlamentari siciliani del M5S.
L’eurodeputato grillino Ignazio Corrao: “Cosa deve accadere ancora di più grave in Sicilia per convincere Crocetta ed il PD a liberare la Sicilia? Sembra un film già visto.
Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha chiamato Lucia Borsellino per esprimerle “sdegno, affettuosa vicinanza e solidarietà per quelle parole che pesano in modo gravissimo e incancellabile sulla coscienza di chi le ha pronunciate”. Alfano auspica che sia vero quanto affermato dal presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, e cioè che non ha sentito la “irripetibile frase pronunciata dal suo medico”.
“Premesso che questo gioco delle intercettazioni deve essere superato da una regolamentazione rigorosa, non si capisce con che faccia Crocetta non dico possa ancora fare il presidente della Regione Sicilia, ma andare in giro per Palermo”. Lo dice Fabrizio Cicchitto (Ncd), a proposito dell’intercettazione in cui un primario poi arrestato, Matteo Tutino, dice al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che “bisogna far fuori Lucia Borsellino come suo padre”.
“Non solo c’è una manifesta incapacità di Crocetta nel governare la Sicilia che è ormai divenuta una meta di colonizzazione per le compagnie petrolifere ma ora con le offese nei confronti della memoria di Paolo Borsellino che avrebbero meritato ben altra reazione rispetto al silenzio da parte di chi rappresenta le istituzioni, si è oltrepassato ogni limite”. Lo dichiara il leader dei Verdi Angelo Bonelli che conclude: “Non si può aspettare nemmeno un giorno: Crocetta si dimetta e si vada subito a nuove elezioni”.
Giusy Savarino, presidente di Amunì Sicilia, lancia l’hashtag #CrocettaDimettiti: “Oggi vorrei non ascoltare il silenzio dei deputati che reggono questa maggioranza, il loro silenzio li renderebbe sodali, complici e colpevoli tanto quanto il silenzio di Crocetta nell’ascoltare quelle indegne parole”, dice. Per Saverio Romano, deputato di Forza Italia, “le intercettazioni tra il dottor Tutino e Rosario Crocetta riportate oggi sull’Espresso, oltre ad essere macabre e inquietanti pongono un problema definitivo ai partiti e ai gruppi che sostengono il Governatore, problema che non e’ soltanto quello di ottenere nuove poltrone, ma di ritrovare la dignita’. Almeno quella”.
Tra i primi commenti anche quello del deputato regionale di Forza Italia, Giorgio Assenza: “Nonostante ciò Crocetta non si dimette conservando ancora l’appoggio di Pd, Udc e transfughi vari”, dice.
“Rimaniamo allibiti di fronte all’efferatezza e al violento cinismo emersi dalle parole pronunciate dal dottor Tutino nei confronti dell’allora assessore alla salute Lucia Borsellino, conversando al telefono col presidente Crocetta”, questo il commento a caldo del capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, in merito alle intercettazioni svelate dall’Espresso, durante un colloquio tra il medico arrestato e il presidente della Regione.
“Se, però, le parole di Tutino rispecchiano probabilmente la sua personalità – ha incalzato Falcone – da questa vicenda emerge, con un fragore devastante, il gravissimo comportamento di Crocetta che rimane impassibile dinanzi a tanta malvagità”.
“Il governatore della Sicilia – ha continuato il capogruppo azzurro – che sinora si era vantato di essere l’alfiere della legalità e dell’antimafia, oggi si riscopre, sotto un profilo etico, indegno assertore di una falsa e ipocrita antimafia di comodo, utilizzata, esclusivamente, per la sua carriera politica”.
“Non aver contrastato l’incredibile spietatezza delle parole di Tutino – ha concluso Falcone – consegna, non solo più ai siciliani, ma agli italiani tutti, l’immagine di un presidente con la p minuscola che, oltre ad essere incapace sotto un profilo amministrativo, oggi, sotto un profilo morale, dimostra, soprattutto, di essere indegno”.
“Credo che tutte le forze politiche presenti all’Assemblea Regionale Siciliana, trasversalmente, oggi dovrebbero avere un sussulto di buon senso e responsabilità per capire che non è più possibile lasciare la Regione in mano a un Presidente come Crocetta, poiché ormai non è solo più una questione di governo fallimentare, cosa che già sarebbe sufficiente, ma è una questione di dignità di tutti e di difesa dell’immagine della Sicilia, oltre che di rispetto di tutti noi verso i siciliani”. Lo afferma, Francesco Cascio, Coordinatore regionale di NCD, a proposito dell’intercettazione resa nota dall’Espresso, riguardante un colloquio tra il medico arrestato, Matteo Tutino e il presidente della Regione, Rosario Crocetta, in cui il primo dice al secondo, che “bisogna far fuori Lucia Borsellino come suo padre”.
“Siamo ben oltre il limite della decenza e della moralità. La conversazione telefonica tra il dottor Tutino e il governatore Crocetta segnano un punto di non ritorno. I silenzi del governatore davanti alle raccapriccianti frasi del primario su Lucia Borsellino sono una condanna senza appello”. Così Erasmo Palazzotto, deputato nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà. “Il quadro che emerge giorno dopo giorno ci consegna immagini di raro squallore, di un sistema sanitario regionale visto come terra di conquista per affaristi e politici rampanti, governato da primari che si esprimono come i boss. Crocetta, già colpevole per non aver saputo o voluto riformare il sistema, oggi si rivela in tutta la propria inadeguatezza, anche etica e morale. Questa volta non basterà un rimpasto di governo – continua Palazzotto – a restituire credibilità alle istituzioni siciliane. Con quale faccia il presidente dovrebbe rappresentare la Sicilia domenica alla commemorazione per la strage di via D’Amelio? È arrivato il momento che il presidente Crocetta tragga le sue conclusioni, si faccia da parte o siano i partiti a cacciarlo restituendo ai Siciliani la possibilità di avere un governo credibile”.
“Assolutamente inaccettabile quanto appreso dalla stampa circa il contenuto delle intercettazioni telefoniche a carico di Tutino – dice il capogruppo di Sicilia democratica Totò Lentini –. E’ raccapricciante ed inquietante pensare che uomini chiave della pubblica amministrazione, gratificati per il livello di professionalità posseduta, possano esprimere pensieri di tale gravità e nefandezza. La lotta alla criminalità, al malaffare, alla corruzione sono – come ha dichiarato l’Assessore Borsellino e come sosteniamo da sempre – anche grazie alla testimonianza data dai nostri Assessori Reale e Caleca – la “precondizione di qualsiasi attività”. La memoria dei magistrati e di quanti hanno sacrificato la propria vita per difendere diritto e legalità vanno preservati e difesi contro chiunque li metta in pericolo. Tenere alta l’attenzione e non lasciare spazio a equivoci. Siamo certi che le dichiarazioni rese dal Presidente Crocetta siano vere perché notevole è la sua storia quanto ad impegno nella lotta alla mafia. Proprio per questo chiediamo che il Presidente chiarisca la sua posizione alla magistratura in maniera da liberare l’azione di governo da equivoci e ombre”.
“La Segreteria Confederale della Cisal apprende con sgomento a mezzo media i vergognosi contenuti di una conversazione tra il Presidente della Regione Crocetta e il medico Tutino. Nel corso di tale conversazione il medico, peraltro oggi nelle patrie galere per altre vergognose vicende di cronaca, si esprime in maniera sprezzante nei riguardi di Lucia Borsellino, affermando che “ la stessa andrebbe tolta di mezzo come suo padre “ trovando dall’altro capo della cornetta un complice e per nulla sdegnato silenzio da parte della più alta carica della Regione Sicilia. Riteniamo – afferma in una nota Gianluca Colombino, Segretario Confederale della Cisal – a questo punto imprescindibile pretendere da subito le dimissioni del Presidente della Regione e del suo governo non ritenendo assolutamente più possibile interloquire in alcun caso con l’ennesimo paladino della antimafia di facciata che scivola poi su riprovevoli e ripugnanti ambiguità, quale quella di non pronunciarsi di fronte a una affermazione così vergognosa che infanga la memoria di un simbolo della lotta alla mafia e al malaffare e che ha pagato con la propria vita per servire la nostra terra. La Cisal Sicilia a breve riunirà i propri organismi statutari e le proprie federazioni regionali, non escludendo la ipotesi di deliberare la proclamazione di uno sciopero generale di tutte le categorie di lavoratori per chiedere l’immediato allontanamento di Crocetta e del suo governo da ogni ruolo istituzionale”.
“La squallida vicenda Tutino-Crocetta conferma la necessità di porre subito fine a questa esperienza di governo, come già da tempo Idv chiede alle forze politiche presenti all’Ars. Già nei giorni scorsi avevamo chiesto le dimissioni del governatore, lanciando una petizione firmata in massa dai siciliani per staccare la spina a un governo in cui è venuta a mancare l’etica e la morale, come ha detto bene Lucia Borsellino”. Lo dice il vice segretario regionale di Idv Paolo Caracausi. “Crocetta non ci ha mai rappresentato e le intercettazioni di cui oggi parla la stampa ci fanno vergognare, da siciliani, di averlo come presidente – continua Caracausi – Idv aveva già detto che non avrebbe partecipato alle manifestazioni del 19 luglio, condividendo la scelta dei figli di Paolo Borsellino, e oggi più che mai pensiamo di aver fatto la scelta giusta. Non vorremmo incontrare alle manifestazioni personaggi che sostengono questo presidente. Ci aspettiamo da parte in primis delle forze politiche che sostengono il governo, ma anche e sopratutto dalle forze di opposizione, che l’Ars voti immediatamente la mozione di sfiducia a un soggetto che ci ha riempito di ridicolo, che nulla ha fatto per i siciliani e che, cosa ancor più grave, ha fondato la sua carriera politica su un’antimafia parolaia e falsa”.
Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, a seguito delle ‘vergognose e indegne affermazioni’, riportate dalla stampa, che sembrerebbero coinvolgere anche Rosario Crocetta, ha espresso solidarietà e vicinanza a Lucia Borsellino e a tutti i familiari del giudice Paolo Borsellino.
“Le frasi del medico personale di Rosario Crocetta sono aberranti. E per dare un concreto esempio di presa di distanza, per far comprendere a tutti i siciliani da che parte sta la vera antimafia, l’unica cosa da fare è dare immediatamente le dimissioni”. Lo dice Giusy Scafidi del Mov139. “L’autosospensione non è sufficiente. Siamo ormai all’antimafia di facciata di un governo fallimentare che ha portato all’immobilismo. La nostra Regione è sempre più succube di un meccanismo perverso e clientelare che non possiamo più accentare”.
Prudente il commento dell’assessore regionale Cleo Li Calzi: “Attendo il comunicato ufficiale della Procura della Repubblica prima di esternare i miei pensieri ed attuare (attuare, non annunciare) le mie decisioni”, scrive su Facebook.
“Il Presidente Crocetta dovrebbe avere la dignità di dimettersi per quello che ha fatto, o meglio non ha fatto, per la Sicilia in questi tre anni – dichiara Vincenzo Fumetta segretario provinciale di Rifondazione Comunista Palermo, L’episodio rivelato oggi dalle intercettazioni telefoniche è, se confermato, la goccia che fa traboccare il vaso della decenza e della moralità ma quello della inutilità e dannosità politica è traboccato già da tempo. Ecco perchè il Presidente della Regione dovrebbe dimettersi e non vale che oggi esponenti del PD facciano finta di indignarsi, quando fino a ieri sono stati complici, nel migliore dei casi silenti, di questo Presidente, del suo governo e delle sue politiche clientelari, lobbistiche con i poteri forti e mai a favore della collettività. L’unica via – conclude Fumetta – per ridare dignità alle istituzioni siciliane è il ritorno alle urne nel più breve tempo possibile e la costituzione di uno schieramento di unità popolare tra tutte le forze sane che operano in questa regione, che abbia pochi punti programmatici che vadano nella direzione di un sistema sanitario pubblico, della salvaguardia delle risorse del territorio e dei beni comuni, della creazione di occasioni di sviluppo in maniera non clientelare, della riduzione dei costi della politica, dello sviluppo di un sistema di trasporto pubblico”.
Toto Cordaro (Cantiere popolare): “Stupore e sdegno per la conversazione Crocetta – Tutino. Cade l’ultimo velo di un’impalcatura finta ed autoreferenziale, che schiaccia definitivamente e senza appello l’immagine di una Sicilia ormai oltre il baratro. Un pensiero sentito a Lucia Borsellino ed ai suoi familiari. Staccare la spina è un obbligo morale e politico!”.
“Abbraccio Lucia vittima di uno squallore miserabile. Crocetta non si permetta di atteggiarsi ulteriormente a martire, se ne vada immediatamente, non ricorra al balletto delle autosospensioni. Provo schifo per le notizie di oggi; basta con le medagliette da sfoggiare nelle passerelle antimafia, basta con le carriere facili fatte sulla pelle dei nostri morti”. Lo dichiara Tina Montinaro, presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici e moglie di Antonio, caposcorta del giudice Giovanni Falcone.
“Esistono ragioni di opportunità politica e di dovere etico e istituzionale che dovrebbero indurre il presidente della Regione Rosario Crocetta a presentare le sue dimissioni, al fine di consentire all’azione amministrativa di riprendere il suo corso, da troppo tempointerrotto da scandali e da notizie di reato che in alcuni casi, sembrerebbe, avrebbero viste coinvolte anche persone vicine allo stesso Presidente. Inoltre, laddove accertate come vere, ritengo che siano gravissime, inaccettabili e offensive per un’intera comunità, le frasi indirizzate all’ex assessore Lucia Borsellino, alla quale va la mia solidarietà, e a suo padre, il giudice Paolo Borsellino. Anche in questo modo l’immagine della Sicilia ne esce gravementedanneggiata. Credo che sia tempo di avviare un radicale cambiamento nel modo di fare politica, imparando a sviluppare valori etici che abbiano come esclusiva finalità il perseguimento dell’interesse pubblico, abbandonando invece logiche obsolete e dannose che si fondano sui rapporti amicali o clientelari che hannocaratterizzato tristemente la nostra storia. Solo recuperando un concetto alto di azione politica la Sicilia può avere la speranza di migliorare le proprie condizioni economiche, sociali e culturali. Sotto questo profilo ritengo che il Governatore Crocetta abbia deluso le tante aspettative che in tal senso erano riposte in lui, fallendo nei principali obiettivi del suo programma politico e rendendo l’isola piùpovera e fragile. Ragioni queste che dovrebbero indurlo a fare un passo indietro”. Lo dice Nadia Spallitta del Pd.

