Politica

L’intervista, il post e la replica: nuovo scontro tra Calenda e Cuffaro

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11 Aprile 2024, 09:54

4 min di lettura

ROMA – “Ma è possibile che Cuffaro, tornato alla ribalta dopo essere stato in carcere per favoreggiamento dei mafiosi, possa dichiarare impunemente di controllare 140.000 voti. Come li controlla? Per mezzo di chi o che cosa?”. Lo scrive sui social il leader di Azione, Carlo Calenda, facendo riferimento ad un’intervista di Cuffaro al Riformista.

Cuffaro: “Affermazioni ridicole e tendenziose”

A stretto giro arriva la replica del segretario della Dc Totò Cuffaro. “Calenda oltre ad essere insultatore è anche un bugiardo o non sa leggere. Nella mia intervista al ‘Riformista’ dico che la Democrazia Cristiana per le regionali ha mosso 140 mila voti e che oggi ne vale almeno 250 mila. Le sue maldestre affermazioni, che mi fanno dichiarare che io controlli 140 mila voti e le sue subdole esortazioni a chiedere (a chi?) come li controlli, sono ridicole, tendenziose e confermano la sua antipatia per la democrazia e la libera scelta per un voto ideale e di valori. Io al posto suo me ne vergognerei”.

Donato: “Calenda dimostra di non essere moderato”

La vicepresidente nazionale della Democrazia Cristiana Francesca Donato, aggiunge: “Questa ossessione di Calenda per Cuffaro, oltre che di interesse per gli studiosi di psichiatria, rivela anche la sua vera natura politica: Calenda non è un leader moderato ma il rappresentante del più becero estremismo che ignora perfino i fondamentali della civiltà politica e giuridica, un intollerante che fomenta quotidianamente l’odio verso gli avversari politici con accuse calunniose e veleni continui”.

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De Luca (Scn): intervenga l’Antimafia

“Il Riformista oggi ha pubblicato un’intervista fatta a Cuffaro. riporto testualmente il titolo dell’intervista: “Controllo 140.000 voti. Con me alle Europee si fa centro”. Questa affermazione è di una gravità inaudita, riteniamo sia necessario l’ intervento immediato della commissione antimafia del Parlamento Italiano la cui presidente è Chiara Colosimo esponente del partito della premier Giorgia Meloni”. Lo scrive in una nota Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e federatore della lista Libertà. “È necessario – spiega – per fare luce immediatamente perché qui siamo davanti a fatti che nulla c’entrano con la politica e rischiano di inquinare e invalidare il voto delle prossime europee. Inoltre – prosegue – queste affermazioni non fanno altro che screditare i siciliani, un popolo meraviglioso che vuole la legalità e non si vende per un voto”. “Mi rivolgo alla premier infine. Chiedo al Presidente Meloni come può accettare che un personaggio come Cuffaro faccia un accordo con la Lega di Salvini, partito che sta nel suo governo. Chissà se Matteo Salvini ha in mente di fare anche un altro gruppo alla camera “I leghisti per Cuffaro” per come ha già fatto per l’Udc di Lorenzo Cesa per evitare che il simbolo di Cuffaro faccia parte del simbolo della Lega. Noi a differenza di altri non ci vergogniamo dei coprotagonisti del progetto Libertà, infatti il simbolo Libertà che ci rappresenterà alle prossime elezioni europee è un innovativo esempio di trasparenza e di politica alla “Luce del sole” come ripeteva sempre Don Pino Puglisi”, conclude.

A Cateno De Luca Cuffaro ha replicato invitandolo a leggere tutta l’intervista rilasciata al Riformista. “Esimio on. Cateno De Luca, prima di invocare la Commissione Antimafia e blaterare altre elucubrazioni, farebbe bene a leggere la mia intervista e non solo il titolo che non rispecchia le dichiarazioni rilasciate da me. Un leader politico nazionale-internazionale come lei dovrebbe sapere che ognuno risponde di quello che dice, non di quello che i giornali scrivono nel titolo”.

La Vardera: Cuffaro venga a spiegare il suo sistema in Antimafia

“È sconcertante leggere che Totò Cuffaro possa ‘controllare’ dei voti. La parola controllo lascia spazio a troppe ambiguità e non si può restare a guardare quando un politico che ha distrutto la reputazione della Sicilia dice che può spostare a suo piacimento oltre 140mila voti per far gola ai grandi partiti”. Lo dice il vicepresidente della commissione Antimafia all’Ars, Ismaele La Vardera, dopo aver letto l’intervista e le dichiarazioni rilasciate da Totò Cuffaro a un quotidiano. “Dopo la nota di Cateno De Luca che chiede l’intervento della commissione Antimafia nazionale – riprende La Vardera -, sarà mia premura chiedere al presidente della commissione Antimafia all’Ars, di convocare Cuffaro in modo che possa spiegarci come si spostano tutti questi voti. Voglio ricordare che il bene della nostra Isola viene prima della brama di potere e se uno ha la capacità di ‘controllare’ vuol dire che la democrazia ha perso, soprattutto quando si tratta di voti e della libertà dei cittadini. Totò, vergognati”.

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11 Aprile 2024, 09:54

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