Sempre più difficile parlare serenamente del Palermo in queste contrade. O si commette il reato di attentato dinamitardo alla Zampamaestà. O si incorre nella colpa opposta. O si è strisciati. O amici di Luis Enrique. E c’è comunque un’emergenza che invita a posporre il dibattito. Ieri c’era l’Europa. Oggi, la preoccupazione di una scivolata verso gli inferi, nel gorgo di una crisi, in stile Samp.
Noi vorremmo tentare, partendo dall’assunto. A Catania si è commesso un delitto sportivo, per scarsezza di gioco e confusione. Il Palermo, semplicemente, non sapeva che fare. Si è sciolto al cospetto di una squadra elementare e nulla più che aveva nello zaino due o tre compitini chiarissimi. Ora, è lecito passare sopra a tutto. Ma noi non crediamo possibile che i tifosi rosanero siano talmente immemori del loro orgoglio da procedere oltre con un’alzata di spalle. E ci inquietano le cieche dichiarazioni di Mangia che, evidentemente, ha visto un’altra partita. Si può vincere, si può perdere e perfino pareggiare. Resta l’assunto: il rosanero – inteso come declinazione singola di un amore senza confini – non merita prestazioni tanto indecenti. Sarebbe stato meglio dire: scusate e non inventarsi film che nessuno ha mai proiettato.
Non ci fa paura solo la sconfitta. Ci atterrisce il senso di ineluttabilità che si intravvede nello spogliatoio e che si respira a distanza di chilometri. Abbiamo l’impressione di una perdita complessiva di fiducia. La diciamo come la sentiamo sullo stomaco: pensiamo che stia cominciando a scricchiolare il rapporto tra i giocatori e Mangia. Il mister sconta un durissimo noviziato, dopo la cavalcata trionfale degli entusiastici esordi. E ha perso la sua cifra e la sua sicurezza. Si coglie nella timidezza dell’approccio. Si nota nella strana calma che ieri ha sciorinato in panca. Non è tutta colpa sua, perché il Palermo ha una rosa davvero assortita male ed è un pallido ricordo di se stesso. Mangia, però, ci appare più confuso che persuaso. Ed è bene che recuperi saldezza di spirito e lealtà di favella. Per piacere, un minuto dopo il delitto a sangue caldo e amarissimo, non ci dica mai più che il Palermo ha mantenuto il controllo.
Ps. Non lo dirà più. E’ stato esonerato.

