L'omicidio-suicidio di Gela | Spunta la pista sentimentale

L’omicidio-suicidio di Gela | Spunta la pista sentimentale

Nastasi e Greco

Quelle frasi minacciose sul profilo facebook

Il punto sulle indagini
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GELA (CALTANISSETTA) – Potrebbe essere stata la fine di una tormentata storia sentimentale a scatenare la furia omicida di Salvatore Greco, il pregiudicato di 54 anni di Gela che ha ucciso Maria Nastasi, cameriera di 46 anni, sparandosi poi un colpo mortale alla tempia. La vittima, che lavorava in una rosticceria di via Venezia, infatti, avrebbe avuto una storia d’amore travagliata con il suo omicida che aveva conosciuto lo scorso marzo. La donna era vedova di un maresciallo dei carabinieri che prestava servizio presso la compagnia di Licata, morto un paio di anni fa per cause naturali e da cui aveva avuto due figli. Ieri, il tragico epilogo.

Dopo averla condotta nelle campagne di Priolo Soprano, in territorio di Gela, direzione Niscemi, Salvatore Greco ha puntato la pistola contro la suacompagna, una revolver di cui era in possesso dal 2011 e che aveva comprato a Vittoria, ed ha fatto fuoco. Tre i colpi esplosi che hanno ferito mortalmente Maria Nastasi al mento, al petto ed alla mandibola sinistra. I carabinieri della Scientifica che indagano sull’omicidio – suicidio hanno anche trovato altri 4 bossoli vicino al corpo della donna, rinvenuto dopo lunghe ricerche in un casolare di campagna, lo stesso dove nel 2009 Greco fu individuato e bloccato perché responsabile di una rapina ai danno di un orafo di Trissino, in provincia di Vicenza. Greco dopo avere avvertito i carabinieri dell’omicidio che aveva appena commesso, ha girovagato a bordo dell’auto della vittima, una Fiat Panda che ha poi abbandonato in un dirupo, e ha puntato l’arma contro se stesso. Morirà durante il tragitto in ospedale. Gli investigatori stanno scavando nel passato di Maria Nastasi e del suo assassino. Pare che questi sul suo profilo Facebook, qualche giorno prima della tragedia avesse pubblicato la frase : “Mai tradirmi”. Non si esclude che l’uomo avesse quindi premeditato tutto. Sul corpo della donna il magistrato di turno, Elisa Calanducci, ha disposto l’esame autoptico.


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