La Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio della confisca di cinque appartamenti riconducibili a Emanuele Mezzasalma, imprenditore di Gela operante nel settore della telefonia. Il patrimonio immobiliare, del valore complessivo di circa 500mila euro, era stato colpito da un provvedimento emesso dal tribunale di Caltanissetta ed eseguito dalla Direzione investigativa antimafia. La decisione della Suprema Corte arriva in seguito all’accoglimento del ricorso presentato dai legali dell’imprenditore, gli avvocati Flavio Sinatra e Valentina Lo Porto. La vicenda giudiziaria dovrà quindi essere nuovamente esaminata dalla Corte d’appello.
Le indagini e la confisca dei beni
La misura patrimoniale era stata adottata nell’ambito degli accertamenti condotti dagli investigatori sui presunti collegamenti tra l’attività dell’imprenditore e gli ambienti della criminalità organizzata gelese. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Mezzasalma avrebbe favorito alcuni esponenti dei clan locali, anche attraverso la disponibilità di telefoni cellulari e schede telefoniche. Circostanze che l’imprenditore ha sempre contestato, respingendo le accuse di avere agevolato le organizzazioni mafiose. Le verifiche avevano portato all’applicazione della confisca su cinque immobili attribuiti alla sua disponibilità, per un valore stimato in mezzo milione di euro.
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Contro il provvedimento patrimoniale si erano rivolti alla Suprema Corte gli avvocati Flavio Sinatra e Valentina Lo Porto, ottenendo l’annullamento con rinvio della decisione. La pronuncia comporta il ritorno del procedimento davanti ai giudici d’appello, chiamati a pronunciarsi nuovamente sulla misura che aveva interessato il patrimonio dell’imprenditore.
Nel corso della vicenda giudiziaria era stata avanzata anche una richiesta di applicazione di una misura di prevenzione personale nei confronti di Mezzasalma, che tuttavia non era stata accolta. L’annullamento disposto dalla Cassazione non chiude definitivamente il procedimento sulla confisca. Sarà la Corte d’appello a riesaminare la questione alla luce della decisione dei giudici di legittimità.
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