BIANCAVILLA. Si è trattata di una esecuzione di stampo mafioso in piena regola quella che, attorno alle 19.15 di ieri, ha visto il 63enne Agatino Bivona cadere sotto i colpi di pistola dei suoi sicari. Quella appena trascorsa è stata una notte di intenso lavoro per i carabinieri della Compagnia di Paternò rimasti sino all’alba in via Fallica a Biancavilla nel tentativo di venire a capo del cruento agguato teso nei confronti di quello che gli inquirenti ritengono fosse un elemento del clan Toscano-Mazzaglia. E chi ha assassinato Bivona lo ha fatto in modo feroce e violento: la vittima, capito cosa stava per accadere, ha provato a fuggire via a piedi abbandonando la propria auto (si tratta di un’Alfa 159). Una fuga rivelatasi vana. Sono stati quindici in totale i colpi di pistola esplosi all’indirizzo del 63enne: undici lo hanno centrato in pieno. A sparare potrebbero essere state due pistole automatiche calibro 7.65 ma gli investigatori non escludono che le pallottole possano essere state esplose da una bifilare a quindici colpi. Di certo c’è che il sicario (o i sicari) non ha voluto lasciare scampo a Bivona scaricandogli addosso una pioggia di proiettili: due lo hanno raggiunto al braccio destro, quattro al volto, uno alla spalla destra, uno alla clavicola e, per finire, quattro alla nuca. Sul posto ieri sera il medico legale Cataldo Ruffino con l’inchiesta affidata al pm Antonio Fanara.
L’omicidio di Bivona entra per forza di cose in relazione con quello, avvenuto lo scorso 28 ottobre ad Adrano, del 41enne Alfredo Maglia. In atto, vi sarebbe infatti una riorganizzazione interna al clan Toscano-Mazzaglia. Per la cronaca, sia Bivona che Maglia nel 2008 erano finiti entrambi nella rete dell’operazione The Wall. Sull’omicidio di ieri, manco a dirlo, non vi sarebbe alcun testimone.


