PALERMO – Dieci condannati e due assolti. È ancora pesante il bilancio per il clan mafioso di Bagheria, uno dei più falcidiati nella recente cronaca giudiziaria. Il blitz scattò nell’ottobre 2017.
L’anziano boss Giuseppe Scaduto si era rifatto sotto. Scarcerato pochi mesi prima stava cercando di riprendersi il posto che gli spettava, quello di capomafia di Bagheria. Fiaccato dagli arresti i mafiosi del mandamento in provincia di Palermo provarono a rialzare la testa. Ed erano ripartiti dal pizzo per fare cassa e controllare il territorio, come ricostruirono i carabinieri del Comando provinciale coordinati dai pubblici ministeri Salvatore De Luca, Bruno Brucoli, Francesca Mazzocco e Gaspare Spedale. Il processo deciso dal giudice per l’udienza preliminare Wilma Mazzara riguardava una sfilza di estorsioni.
Ecco gli imputati condannati e le rispettive pene: Salvatore Zizzo (8 anni e 6 mesi), Giacinto Di Salvo, capo del mandamento mafioso di Bagheria dal 2011 fino al maggio 2013 (6 anni), Pino Scaduto (6 anni e 6 mesi), Giovanni Trapani, boss di Ficarazzi (4 anni), Vito Lucio Guagliardo (4 anni), Andrea Carbone (6 anni e 6 mesi), Franco Lombardo, boss di Altavilla Milicia (6 anni e 4 mesi), Andrea Lombardo (6 anni e 4 mesi; era difeso dall’avvocato Roberto Panipinto e sono cadute due delle quattro estorsioni contestate), Giovan Battista Rizzo (6 anni e 6 mesi – avvocati Roberto Panepinto e Giovanni Rizzuti, anche nel suo caso alcune estorsioni non hanno retto al vaglio del giudice), Michele Modica, anche lui a capo del clan di Altavilla Milicia (8 anni e 6 mesi). Tutte le pene sono già ridotte di un terzo come previsto dal rito abbreviato.
Ci sono due assolti: Francesco Speciale (difeso dall’avvocato Claudio Gallina Montana) e Pietro Liga (avvocati Jimmy D’Azzò e Gianluca Corsini), già condannato in un procedente processo.

