Quattro condanne e due assoluzioni al processo sul mandamento mafioso di Lucca Sicula-Ribera e sugli intrecci delle cosche con imprenditoria e politica locale.
Il Tribunale di Sciacca, presieduto da Antonino Cucinella, ha inflitto 8 anni di carcere a Salvatore Imbornone di Lucca Sicula, ritenuto il capo dell’intero mandamento; 6 anni e 4 mesi a Francesco Caramazza, di Favara; 6 anni e 8 mesi ad Antonino Perricone, di Villafranca Sicula, e a Giuseppe Maurello di Lucca Sicula.
Assolti Nicolò Riggio, di Burgio, e il consigliere comunale di Lucca Sicula Gabriele Mirabella. L’accusa di associazione mafiosa veniva contestata anche a Caramazza, Riggio, Perricone e Maurello.
Mirabella era imputato per favoreggiamento personale con l’aggravante di aver agevolato Cosa Nostra consentendo al suocero Imbornone di eludere le investigazioni.
L’indagine, sviluppatasi tra aprile 2021 e luglio 2023, nasceva dall’omicidio di Vincenzo Corvo, 52 anni, ucciso a fucilate nell’aprile 2020 a Lucca Sicula.
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Mirabella, difeso dagli avvocati Teo Caldarone e Vincenzo Castellano, era stato raggiunto nel febbraio 2023 da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.
Nel settembre 2024 la Corte di Cassazione, accogliendo i ricorsi della difesa, aveva già annullato senza rinvio il provvedimento cautelare.




