Massimo, licenziato il direttore| Pizzo: "Non me lo aspettavo"

Massimo, licenziato il direttore| Pizzo: “Non me lo aspettavo”

Oscar Pizzo e Francesco Giambrone

La delusione del maestro. La replica della fondazione: "Si apre una nuova fase".

PALERMO – “Squadra vincente non si cambia. E invece hanno mandato via il cavallo migliore”. Ha l’amaro in bocca Oscar Pizzo, ormai ex direttore artistico del Teatro Massimo di Palermo. La fondazione gli ha infatti dato il benservito dopo quattro anni, tranciando un contratto che sarebbe dovuto durare fino al luglio del 2019. Una decisione sorprendente, anomala, specie nell’anno di Manifesta e della capitale della cultura.

Pizzo, scelto nel 2014, era stato presentato come il segno tangibile del rinnovamento del teatro, della sua proiezione internazionali e i risultati, in effetti, non sono mancati: un pianista, curatore di rassegne prestigiose, al passo con i tempi. Il licenziamento è di due settimane fa, ma la fondazione lo ha comunicato ieri sera con un comunicato stringatissimo: “Si apre una nuova fase nella vita del Teatro che, dopo un quadriennio segnato da importanti risultati, si prepara a cambiamenti di rilievo e un diverso assestamento della sua struttura”.

“I dissidi tra figure dirigenziali sono normali, ma di certo normalmente non portano a un licenziamento – spiega Pizzo a Livesicilia – a meno che non si sia usata questa scusa per altro. Gli altri dirigenti c’erano già prima del 2014, l’unica novità sono stato io e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il mio rammarico? I tanti progetti che stavo curando e che adesso temo non vedranno la luce”. Insomma, un ben servito che secondo voci di corridoio sarebbe da attribuire agli scontri tutti interni a piazza Verdi. “Con i musicisti ho sempre avuto un buon rapporto, sinceramente non mi aspettavo il licenziamento”, conclude Pizzo.

Ma il cambio scuote anche il mondo della politica. “Ci risulta che finanziatori, registi e altri stakeholder del Teatro Massimo di Palermo già nei giorni passati abbiano rappresentato al Soprintendente Giambrone e al sindaco Orlando pesanti preoccupazioni per l’allontanamento di una figura che in quattro anni ha contribuito al rilancio artistico internazionale e cittadino del ‘Massimo’” – dicono in una nota i parlamentari palermitani del M5s Adriano Varrica, Steni Di Piazza, Roberta Alaimo, Valentina D’Orso, Aldo Penna e Giorgio Trizzino – Temiamo che gli interessanti e innovativi progetti artistici su cui Pizzo stava lavorando per il Teatro, e che stavamo monitorando a livello nazionale da diversi mesi nell’ambito della riforma del Fus per valorizzare questo genere di esperienze – spiegano i portavoce M5S – stiano subendo un brusco stop. Giambrone ha affermato che il Teatro con questo licenziamento si prepara a cambiamenti di rilievo e ad un diverso assestamento della sua struttura, ma questo significa che il Soprintendente si assumerà interamente la responsabilità delle conseguenze per il Teatro e la città. Monitoreremo con attenzione gli sviluppi, aggiornando il Ministro che tra meno di un anno dovrà nominare il nuovo soprintendente”.

La nota del presidente del Consiglio comunale Totò Orlando. “L’attacco dei parlamentari palermitani del Movimento 5 Stelle al sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone, dopo la rescissione del contratto col direttore artistico Oscar Pizzo, preoccupa nei modi e nei toni”. Lo dice Totò Orlando, presidente del Consiglio comunale di Palermo. “Riteniamo riduttivo – aggiunge – che si attribuisca al solo Pizzo il merito di un rinnovamento e di una capacità di innovazione che invece va riconosciuta al sovrintendente e a tutto il personale del Teatro. Dall’altro si minaccia in modo volgare una possibile pressione sul ministro in vista della nomina di un nuovo sovrintendente. Se proprio un intervento a livello nazionale vogliono fare – conclude Orlando – i parlamentari palermitani del M5S si facciano portavoce presso il ministro di questa realtà palermitana, esempio positivo e virtuoso apprezzato dal pubblico e dalla stampa internazionale. Da chi si professa governo del cambiamento non ci aspettiamo l’utilizzo di questi metodi tipici della vecchia politica”.

Il commento del sindaco Leoluca Orlando. “Sono certo che il Ministro Bonisoli sia del tutto estraneo ed all’oscuro di quanto dichiarato da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle che con quella che appare una volgare minaccia sono intervenuti oggi sulla gestione del Teatro Massimo”. Nel ringraziare tutti i lavoratori e gli artisti del Teatro il sindaco ribadisce anche la sua “più totale condivisione per le scelte operate dal Sovrintendente Giambrone, che servono a proseguire e mettere in sicurezza un percorso che negli ultimi anni ha portato il Teatro Massimo ad essere riconosciuta come una delle eccellenze culturali italiane nel mondo”.

“Anche in questa vicenda – dice il presidente della commissione Cultura del Comune, Francesco Bertolino – il Movimento 5 Stelle, con i suoi rappresentanti, continua ad operare, come ormai è prassi nel loro agire, nello screditare e aizzare l’un contro l’altro, senza una corretta e reale visione di insieme ma con l’esclusivo obiettivo di polemizzare. È sotto gli occhi di tutti il lavoro straordinario della Fondazione Teatro Massimo e di tutta la sua squadra. Se oggi il sovrintendente insieme ai vertici della fondazione prendono la decisione di cambiare uno dei suoi componenti, è certamente per una visione strategica proiettata sul futuro che renderà ancor più prestigioso il lavoro della fondazione stessa. Il sovrintendente Giambrone in questi anni ha mostrato, oltre che grande competenza, grandi capacità strategiche nel proiettare il teatro ad una politica sempre più aperta alla cittadinanza e che stanno avendo straordinari successi. Sono certo che questa scelta è stata ben ponderata e pensata, non contro qualcuno, ma per il bene dell’istituzione stessa”.

“Il teatro Massimo rappresenta un’eccellenza palermitana e gli attacchi scomposti dei deputati del Movimento Cinque stelle al Sovrintendente, Francesco Giambrone, sono oltre qualsiasi logica e privi di rapporto con la realtà – dice Giusto Catania, capogruppo di Sc – La scelta di sostituire il direttore artistico non può essere sottoposta alla valutazione della politica. Se i grillini, approfittando del nuovo ruolo al governo del Paese, vogliono destabilizzare la Fondazione Teatro Massimo sappiano che troveranno un grande ostacolo nelle tante persone che, in questi anni, hanno riscoperto che il Teatro Massimo è un bene comune della città.”

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