"Messina, possibile che ci sia la mafia dietro il furto delle opere"

Messina, il procuratore: “Possibile che ci sia la mafia dietro il furto delle opere”

Antonio D'Amato procura di Messina
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI
L'intervista di Antonio D'Amato al Tg1
il giallo
di
1 min di lettura

PALERMO – “Le piste che stiamo seguendo vanno in una molteplicità di direzioni, compresa quella della complicità interna. Al vaglio della procura i buchi della vigilanza e degli addetti”.

Lo dice in una intervista al Tg1 il procuratore di Messina, Antonio D’Amato, che non esclude un coinvolgimento della mafia.

Leggi anche

Furto Antonello da Messina, azione disciplinare per i quattro custodi

Messina, dopo il furto riaperto ai visitatori il museo regionale Accascina

Terremoto nel Messinese, magnitudo di 3.7

“Messina, non scartiamo l’ipotesi mafia”

“Da parte nostra, non si può scartare l’ipotesi che dietro questo furto milionario ci possa essere il coinvolgimento della criminalità di tipo mafioso, storicamente interessata al furto delle opere d’arte – aggiunge – Una criminalità che ha il controllo del territorio ancora oggi, come dimostrano indagini e processi anche recenti”.
Secondo il procuratore, le opere potrebbero ancora essere in Sicilia.

“L’allarme dato da alcuni passanti poco dopo il furto – prosegue – potrebbe aver scongiurato il trasferimento delle opere. L’intervento della polizia ha attivato da subito una rete di controlli che potrebbero aver indotto i ladri a non varcare il confine siciliano. Al momento però è una ipotesi”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI