Metropolitana, cantieri a rischio |Bianco: “Non paghino i catanesi”

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23 Febbraio 2016, 18:45

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CATANIA – Un rallentamento che potrebbe portare allo stop per lungo tempo. Quando si era a un passo dalla fine dei lavori. Le vicende giudiziarie che hanno investito come un ciclone la Tecnis, colosso degli appalti nel Sud Italia, ricadono come un macigno sulle tratte in fase di realizzazione della metropolitana a Catania. Che, a questo punto, rischiano davvero una lunga interruzione. Esattamente ciò che vuole scongiurare il direttore generale della Fce, dalla quale dipende l’infrastruttura, Alessandro Di Graziano che chiede velocità nell’affrontare – e risolvere – il nuovo intoppo venutosi a creare.

Il fatto che il commissario nominato in seguito al sequestro sia lo stesso prefettizio, nominato precedentemente, fa ben sperare il dirigente che, comunque, lancia un appello alle istituzioni affinché combattano l’importante battaglia, al fianco della Ferrovia Circumetnea. “In attesa di comprendere quali saranno le evoluzioni della vicenda – afferma Di Graziano – caldeggiamo comunque la massima rapidità nell’individuare il percorso migliore che possa portare al completamento dei lavori, giunti quasi al termine”.

Una delle soluzioni prospettate, in caso la Tecnis non potesse proseguire, è quella di individuare una nuova ditta che completi il lavoro, ma la rescissione del contratto, la pubblicazione del nuovo appalto e gli espletamenti burocratici, farebbero perdere preziosi mesi. Un ulteriore rallentamento, questo, che potrebbe causare altre perdite, in primo luogo economiche, oltre che allontanare il “sogno” della metropolitana fino in centro, quasi realizzato. La tratta fino a piazza Stesicoro, che avrebbe dovuto essere consegnata entro l’estate, rappresenta molto di più di una semplice infrastruttura per la cittadinanza che, a questo punto verrebbe danneggiata. Tutta.

Cosa che anche il sindaco Bianco vuole assolutamente scongiurare. Proprio per questo si è già attivato – oggi è a Roma per impegni istituzionali – con il commissario governativo della Fce, Virgino Digiambattista, per fare, con la metropolitana, la stessa operazione avviata per l’ospedale San Marco, costruendo un percorso che eviti di bioccare un’opera fondamentale per la città”. Il primo cittadino chiederà dunque al prefetto di organizzare un incontro con Digiambattista, lo stesso sindaco e altri eventuali soggetti, al fine di stabilire le modalità di azioni, per evitare perdite di tempo. “Non devono e non possono pagare i catanesi e i lavoratori – sottolinea – il prezzo di una vicenda giudiziaria.

In relazione alle nuove azioni giudiziarie riguardanti la vicenda della Tecnis, Bianco afferma: “Non possiamo non confermare la massima fiducia nella Magistratura e negli organi inquirenti. Siamo convinti che faranno piena luce con rapidità sull’operato e sulla correttezza di una delle maggiori imprese siciliane ed italiane. Oggi la preoccupazione è tutelare i lavoratori dell’azienda e le loro famiglie e salvare i cantieri aperti, impedendo che ci sia un rallentamento nella realizzazione di infrastrutture necessarie per il nostro territorio. In una parola salvare l’Azienda, con il suo patrimonio di professionalità e competenze.

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Ecco perché condividiamo in pieno la via indicata dal procuratore Patané: la procedura attuata, diversamente dalla confisca, passa dall’applicazione dell’art. 34 della legge antimafia e consente di inserire al vertice di un’attività economica che si ritiene inquinata dalla criminalità organizzata un amministratore capace di gestire l’azienda, immettendola nuovamente nel libero mercato. Ciò dovrebbe consentire, ad esempio, che i cantieri della Tecnis impegnati nella realizzazione della metropolitana di Catania continuino a lavorare e che i dipendenti dell’azienda non perdano il posto. Queste sono le nostre priorità”.

 

 

 

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23 Febbraio 2016, 18:45

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