Due simboli dell’antimafia spazzata via dalle inchieste accomunati dal destino giudiziario e dalla scelta di costituirsi nello stesso carcere.
Montante in carcere per corruzione
Ieri sera Antonello Montante si è presentato ai cancelli del penitenziario di Bollate in provincia di Milano. La Procura generale di Caltanissetta ha messo in esecuzione la sentenza di condanna per corruzione in attesa che la Corte di appello ridetermini la pena. Farà certamente ricorso contro il provvedimento, nel frattempo è rientrato in fretta per presentarsi a Bollate. Una decisione che aveva già preso da tempo, tanto da averla persino annunciata.
La sua antimafia, quando era presidente degli industriali siciliani, è stata un’impostura. Un paravento per giochi di potere, una mossa per accreditarsi mentre condizionava le scelte della politica (su queste ipotesi si concentra un altro processo, il Montante bis, ancora in corso).
Cappellano Seminara e l’accordo con Saguto
A Bollate è detenuto anche Gaetano Cappellano Seminara, che un tempo è stato il più noto e anche il più nominato tra gli amministratori giudiziari. L’antimafia nel suo caso è stata un’occasione di profitto. L’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, lo nominava per gestire i patrimoni sequestrati in cambio di soldi, incarichi e favori.
Cappellano Seminara, ormai da mesi, tre volte alla settimana esce dal carcere e vi fa ritorno dopo avere svolto lavori socialmente utili. Dopo un anno e mezzo di detenzione, ha ottenuto il via libera dal Tribunale di sorveglianza di Milano.
Bollate è un carcere modello per i trattamenti rieducativi dei detenuti che hanno la possibilità di lavorare all’esterno. Bisogna, però, dare prova di buona condotta e di avere avviato un percorso di revisione critica del proprio passato.
È stata la direzione del penitenziario a proporre al tribunale di Sorveglianza di inserire Cappellano Seminara nel progetto di volontariato. Presta servizio in un’associazione che si dedica alle persone disagiate. Probabilmente è con la stessa prospettiva che anche Montante ha scelto di consegnarsi nel carcere milanese dove la rieducazione è un modello.

