ROMA – “Questa nuova assoluzione dimostra la mia totale innocenza”, una innocenza che “riscatta anche lo Stato. Si dimostra una volta di più che anche la teoria della trattativa Stato-mafia non regge”. Lo afferma l’ex capo dei Ros, Mario Mori, in due interviste a Repubblica e al Mattino. Per Mori “l’antimafia dovrebbe proprio ripartire. Dalle persone serie. Perché ci sono troppi millantatori in giro, troppe persone che ne fanno una professione. Forse Leonardo Sciascia non aveva centrato l’obiettivo quando parlò per la prima volta di professionisti dell’antimafia, ma anni dopo i fatti gli hanno dato abbondantemente ragione. Ci sono troppi professionisti fasulli dell’antimafia. Gente che è già pronta – conclude – a mettersi in prima fila per ricordare Falcone, il prossimo 23 maggio”.
E dopo l’assoluzione di Mori parla anche l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, imputato nel processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. “Adesso voglio essere assolto anch’io – dice a Repubblica -. E anche presto, voglio un processo veloce, è un mio diritto. Uno dei principali testimoni dell’accusa, Massimo Ciancimino, è stato già smentito in due processi. Se non vale per Mori, non deve valere neanche per me. E lo dico sottovoce, perché ho rispetto dei magistrati della corte di Palermo che mi stanno giudicando”. Sulla trattativa Stato-mafia “ritengo che sia stato costruito un teorema”, dice Mancino. “Le due sentenze di assoluzione per Mori sono ormai un’evidenza di cui non si può non tenere conto”.

