PALERMO- “Ricordo con affetto Oliviero Toscani che certamente non era soltanto un fotografo provocatore ma una persona di valore, con valori e con doti umane particolari e non indifferenti”. È il commento di Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone che, nella seconda metà degli anni Novanta, collaborò per qualche mese con l’illustre fotografo recentemente scomparso.
L’incontro
“Quando lo invitammo in municipio per realizzare l’album Corleone per Benetton lui, prima di entrare nella mia stanza, rimase fermo nell’androne dell’edificio ad osservare l’ambiente che lo circondava, senza farsi riconoscere, per capire che rapporto ci fosse tra il palazzo e i cittadini”, racconta Cipriani.
“Solo dopo questa lunga osservazione, – continua l’ex sindaco di Corleone -, colto dall’entusiasmo di aver constatato la qualità e l’intensità di quel rapporto, è entrato nella mia stanza”.

L’album “Corleone”
“Era un periodo molto delicato per la nostra Corleone – ricorda Cipriani -. Le stragi di mafia rischiavano di consolidare un infelice e diffuso pregiudizio sulla nostra terra. Attraverso le fotografie dei volti dei giovani del paese siamo riusciti a coniugare impegno civile e comunicazione e a ripulire, in parte, l’immagine della nostra cittadina, perché Corleone non poteva e non doveva significare soltanto mafia”.
“L’album fu un successo, sia in Italia che nel mondo – aggiunge Cipriani-. Furono settimane molto intense, fatte di riunioni civiche, manifestazioni, iniziative e incontri con le associazioni, alle quali Toscani partecipò in prima persona. L’album fu tradotto in sette lingue raggiungendo persino l’estremo oriente”.

